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L’Associazione Polyedra di Lamezia Terme al Salone del Libro di Torino

La sezione editoriale dell’Associazione Polyedra di Lamezia Terme, rappresentata da Eleonora Longo e Antonio Pujia, ha partecipato con i suoi volumi al Salone del libro di Torino edizione 2026 dal 14 al 18 maggio ospite dello stand della Regione Calabria gestito dal Sistema Bibliotecario Lametino. Il tema “Il mondo salvato dai ragazzini” è stato rispettato dagli autori dei volumi presentati. Gli autori, con la Polyedra edizioni, sono stati protagonisti di una diretta nella glass di Rai Radio 2 e della presentazione nell’area meeting dello stand. Ha dialogato con loro la prof.ssa Elisa Chiriano che ha collaborato con la Regione Calabria per la presentazione di eventi condivisi nei canali di Calabria Straordinaria.


Gli autori:
L’avvocata penalista e scrittrice Giusy Pino, avvocata cassazionista catanzarese, svolge professione forense tra Catanzaro, dove ha studiato giurisprudenza, e Roma. Esperta in politiche di genere, già coordinatrice regionale dell’Osservatorio sulla violenza di genere. Dopo la laurea ha continuato a coltivare gli studi socio-giuridici collaborando con la cattedra di sociologia del diritto. Si è occupata di politica forense ricoprendo il ruolo di vice presidente del comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro. Ha ricoperto diversi incarichi politici impegnandosi costantemente nella lotta per le pari opportunità e la tutela delle donne. È presidente dell’associazione Moica per la Regione Calabria. Ha rinnovato la propria partecipazione con il suo secondo saggio dedicato al tema della violenza di genere dal titolo “La Violenza non nasce all’improvviso”, un lavoro che approfondisce le dinamiche della violenza attraverso racconti di donne vittime di abusi e dati legati alla situazione attuale. La scrittrice ha presentato inoltre il terzo libro “Dire basta si può”, titolo che richiama il tema della consapevolezza e della possibilità di interrompere situazioni di violenza e sopraffazione. Nei due volumi le illustrazioni di Iole D’Agostino, artista, che ha donato le sue opere realizzate per l’occasione e collegate alle storie di donne vittime di violenza presenti nei libri.

“La violenza non nasce all’improvviso, riconoscerla, raccontarla e contrastarla” è un saggio che guida i lettori, soprattutto i più giovani, a comprendere che la violenza di genere non è un evento isolato o imprevedibile, ma il risultato di dinamiche culturali, sociali e relazionali che si sviluppano nel tempo. Partendo dalla definizione sociologica del concetto di genere, l’autrice offre strumenti chiari per decodificare stereotipi, ruoli imposti e disuguaglianze ancora radicate nella società.
Attraverso l’analisi dei dati in Italia e con un focus specifico sulla Calabria, il libro mette in luce criticità territoriali spesso invisibili, mostrando come il contesto sociale possa influenzare la diffusione e la percezione della violenza. Particolare attenzione è dedicata ai cosiddetti “reati spia”, segnali precoci che, se riconosciuti, possono prevenire esiti più gravi come il femminicidio.
Le sei storie vere raccontate dall’autrice rendono concreta e tangibile una realtà che rischia altrimenti di restare astratta: esperienze che parlano di dolore, ma anche di coraggio e possibilità di uscita. Il libro illustra poi il ruolo fondamentale dei centri antiviolenza e della rete territoriale in Calabria, evidenziando le risorse disponibili per le vittime e l’importanza del lavoro di squadra tra istituzioni e operatori. La riflessione si completa con un capitolo dedicato ai centri per uomini maltrattanti, sottolineando la necessità di intervenire anche sulle cause della violenza, non solo sulle conseguenze.
Per i giovani questo libro rappresenta uno strumento di consapevolezza e cambiamento: insegna a riconoscere i segnali della violenza nelle relazioni quotidiane, a usare le parole per raccontarla e non normalizzarla, e a diventare parte attiva di una cultura basata sul rispetto e sull’uguaglianza. In questo senso, la conoscenza diventa azione: comprendere è il primo passo per trasformare la realtà e contribuire a costruire un mondo più giusto.

“Dire basta si può – Storie e strumenti contro la violenza di genere” è un libro pensato soprattutto per le ragazze, ma rivolto a tutti i giovani, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per riconoscere, comprendere e contrastare la violenza nelle relazioni quotidiane. Con uno stile chiaro e accessibile, arricchito dalle illustrazioni di Iole D’Agostino, l’autrice accompagna il lettore in un percorso di consapevolezza che unisce teoria ed esperienze reali. Il testo parte da una distinzione semplice ma fondamentale tra violenza di genere e violenza domestica, aiutando a superare confusione e stereotipi. Si concentra poi sulla violenza tra i giovani, mostrando come possa manifestarsi anche nelle relazioni adolescenziali e sottolineando il ruolo centrale di scuola, famiglia, parrocchie, comunità educative e servizi sociali nel prevenirla e contrastarla. Un’attenzione particolare è dedicata ai “reati spia”, spiegati in modo chiaro e resi concreti attraverso sei storie vere, che permettono di riconoscere segnali spesso sottovalutati. Il tema del femminicidio viene affrontato attraverso cinque casi di cronaca, scelti per evidenziare come la violenza attraversi contesti sociali, culturali ed economici diversi, senza distinzioni. Il cuore del libro è rappresentato da un intero capitolo dedicato ai segnali della violenza: una vera e propria guida per imparare a leggere comportamenti, atteggiamenti e dinamiche relazionali che possono degenerare. Accanto alla consapevolezza, l’autrice offre anche strumenti pratici: spiega cos’è il numero 1522, servizio nazionale di aiuto per le vittime di violenza e stalking, e illustra il diritto al gratuito patrocinio, fondamentale per garantire accesso alla giustizia. Il volume descrive inoltre il funzionamento dei centri antiviolenza (CAV) e dei centri per uomini autori di violenza (CUAV), fornendo i recapiti delle strutture accreditate presenti in Italia, così da trasformare l’informazione in possibilità concreta di aiuto. Per le ragazze, il libro rappresenta una guida per riconoscere il proprio valore, imparare a dire “basta” e chiedere supporto. Per tutti i giovani, è un invito a non restare indifferenti, a sviluppare relazioni sane e rispettose e a diventare protagonisti di un cambiamento culturale necessario. Perché conoscere è il primo passo per proteggersi e per costruire una società libera dalla violenza.


Per la prima volta al Salone con Polyedra anche il prof. Salvatore Toti Licata con due volumi.
Salvatore Toti Licata è sociologo, criminologo, socioterapeuta e formatore. Da oltre trent’anni si occupa di formazione psico-sociale, sviluppo personale e dinamiche relazionali, accompagnando persone, famiglie, scuole, aziende e organizzazioni nei processi di crescita e cambiamento. Già Professore a contratto e cultore della materia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca nei Dipartimenti di Psicologia, Sociologia e Scienze della Formazione, è socio fondatore di SAM – Sarti del Management Srl, realtà specializzata nello sviluppo organizzativo, nella valorizzazione del capitale umano e nella formazione relazionale e motivazionale. Nel corso della sua attività professionale ha operato nell’ambito della tutela dei minori, delle problematiche familiari, del coaching, della consulenza organizzativa e della gestione dei conflitti. Svolge inoltre attività di Consulente Tecnico di Parte (CTP) in ambito civile e penale. Autore di libri e contributi divulgativi, basa il proprio lavoro su una convinzione fondamentale: ogni persona può evolvere e migliorare quando impara a conoscersi, a comprendere i propri limiti e a valorizzare consapevolmente le proprie risorse.

“Pensa per te. Stavolta sul serio” è un invito diretto, provocatorio e concreto a recuperare la propria autonomia mentale ed emotiva. Attraverso riflessioni, esempi reali ed esperienze maturate in oltre trent’anni di lavoro nelle relazioni umane, Salvatore Toti Licata accompagna il lettore in un percorso di consapevolezza personale, aiutandolo a riconoscere condizionamenti, manipolazioni e paure che limitano la libertà di essere sé stessi. Un libro dedicato a chi desidera smettere di vivere secondo aspettative altrui e iniziare finalmente a costruire una vita più autentica, lucida e consapevole. Viviamo immersi in idee, giudizi, paure e modelli che spesso non ci appartengono davvero. Fin da piccoli impariamo cosa dire, come comportarci, cosa desiderare. Ma quante delle nostre scelte nascono realmente da noi? Perché pensare con la propria testa non è un gesto istintivo. È una scelta. E richiede coraggio.

Ha presentato anche il libro “Stalking”.
Non tutte le forme di violenza iniziano con un urlo. Alcune iniziano con un messaggio. Con una gelosia scambiata per amore. Con un controllo che sembra attenzione. Con parole che lentamente tolgono libertà, sicurezza, respiro. STALKING. Questa non è una storia d’amore accompagna il lettore dentro una realtà spesso difficile da riconoscere, perché chi ferisce non sempre ha il volto del “mostro”. Esistono persone capaci di manipolare, controllare e distruggere mantenendo un’apparenza normale, credibile, persino rassicurante. Viviamo in un mondo pieno di “cappuccetti rossi” che credono di poterla fare franca, perché non portano addosso i segni evidenti del colpevole. Sono spesso abili nel mascherare la propria aggressività, fino a sentirsi essi stessi vittime delle relazioni che non riescono a controllare. Questo libro non parla soltanto di stalking. Parla di libertà. Di confini. Di dignità. Di consapevolezza. Attraverso riflessioni, esperienze e strumenti concreti, il testo aiuta a riconoscere i segnali di una relazione tossica prima che la paura prenda il posto della vita. Perché l’amore non controlla. Non umilia. Non perseguita. E soprattutto: se ti toglie libertà, non ti sta amando.


Ivano Giovanni Brambilla vive e lavora in Brianza. Geometra libero professionista, imprenditore e presidente del Collegio dei Geometri di Monza e Brianza. Ha attraversato il mondo del lavoro, dei cantieri e delle persone portando con sé uno sguardo profondamente umano sulle fragilità e sulle contraddizioni della vita. Scrive storie radicate nei paesi, nelle comunità e nelle emozioni vere, dove memoria, dolore, ironia e dignità convivono senza artifici. Nei suoi romanzi la provincia diventa teatro universale dell’animo umano.

Nel suo romanzo “La felicità in un fosso” Brambilla parla di Lesmo negli anni ’50. Il “Circolino” è molto più di un semplice punto di ritrovo, è un mondo vivo, fatto di volti, voci e legami che si intrecciano ogni giorno. È in questo romanzo che prende forma la storia della scomparsa di Cesare, un ragazzo orfano, la sua assenza scuote profondamente l’intera comunità. A cercarlo non è solo lo zio, ma un coro di personaggi indimenticabili: la saggia Pi, il travolgente Marione, la Solema, il Manen, Natalino, Pinen, don Adolfo e, infine, il maresciallo Bionaz, chiamato a dare ordine e direzione a una ricerca che si muove tra intuizioni, errori e speranze. Tra ironia, umanità e piccoli drammi quotidiani “La felicità in un fosso” racconta una comunità che si stringe attorno a un mistero, dove solo un colpo di fortuna, o forse qualcosa di più, potrà riportare tutto al suo posto.