SPORT

Nomina Maldini–Leonardo: la FIGC apre un nuovo ciclo strategico

ITALYREVIEW- GUGLIELMO GATTI

La scelta di Giovanni Malagò di affidare a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico della Nazionale italiana e di coinvolgere Leonardo come advisor, segna un passaggio politico‑sportivo di rilievo nella costruzione del nuovo corso federale.

Non si tratta di una semplice nomina tecnica, ma di un intervento strutturale che ridefinisce la governance del Club Italia e l’identità futura della Nazionale.

Un segnale politico: Malagò imprime la sua linea

L’annuncio arriva nelle prime settimane del mandato di Malagò alla guida della FIGC, e va letto come una dichiarazione d’intenti: riportare la Nazionale al centro del sistema, dotandola di una direzione tecnica forte, riconoscibile e con credibilità internazionale.

La scelta di Maldini, figura simbolo del calcio italiano e dirigente con esperienza consolidata, risponde a tre esigenze:

Rafforzare la leadership tecnica

Ricostruire l’identità della Nazionale

Rendere il progetto FIGC più competitivo a livello globale.

Maldini non sarà solo un coordinatore:

avrà un ruolo di indirizzo strategico su tutte le selezioni, con potere di definire linee guida, criteri di scelta e filosofia di gioco.

Il ritorno della coppia Maldini–Leonardo

L’ingresso di Leonardo come advisor completa il quadro.

La loro collaborazione, già sperimentata ai vertici del Milan, porta in FIGC un modello dirigenziale basato su:

visione internazionale,capacità di gestione delle relazioni con club e agenti, competenza nella costruzione di progetti tecnici complessi.

Leonardo non avrà un ruolo operativo quotidiano, ma fungerà da consulente strategico, utile soprattutto nelle fasi di transizione: dalla scelta del nuovo commissario tecnico alla definizione dei rapporti con le società di Serie A.

Prospettive e criticità

Il nuovo corso presenta opportunità ma anche nodi da sciogliere:

la scelta del futuro CT sarà il primo banco di prova;

la capacità di Maldini di incidere su un sistema complesso come quello italiano;

la necessità di armonizzare il rapporto con i club, spesso restii a cedere giocatori o adattarsi a linee federali.

La coppia Maldini–Leonardo, se ben integrata, può però rappresentare un salto di qualità nella gestione della Nazionale, riportando competenza, prestigio e visione strategica in un ruolo che negli ultimi anni aveva perso centralità.

Implicazioni tecniche: cosa cambia davvero

La nomina di Maldini introduce un cambio di paradigma:

Centralizzazione della visione tecnica: un’unica figura guida per tutte le Nazionali.

Maggiore continuità progettuale:

meno frammentazione tra giovanili e maggiore.

Rafforzamento del Club Italia:

struttura più simile ai modelli federali di Francia, Germania e Spagna.

L’arrivo di Leonardo aggiunge un livello di analisi e networking internazionale che la FIGC non aveva mai realmente strutturato.

Prospettive e criticità

Il nuovo corso presenta opportunità ma anche nodi da sciogliere:

la scelta del futuro CT sarà il primo banco di prova;

la capacità di Maldini di incidere su un sistema complesso come quello italiano;

la necessità di armonizzare il rapporto con i club, spesso restii a cedere giocatori o adattarsi a linee federali.

La coppia Maldini–Leonardo, se ben integrata, può però rappresentare un salto di qualità nella gestione della Nazionale, riportando competenza, prestigio e visione strategica in un ruolo che negli ultimi anni aveva perso centralità.

Guglielmo Gatti