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L’Aquila è la capitale italiana della cultura 2026

La città di Agrigento, capitale del 2025, ha passato il testimone al capoluogo abruzzese in una cerimonia presso il teatro Pirandello della città siciliana.

A consegnare lo scettro al sindaco del capoluogo abruzzese Pierluigi Biondi, sono stati il primo cittadino di Agrigento Franco Micciché e il presidente della fondazione Agrigento 2025, l’ex prefetto di Palermo Maria Teresa Cucinotta.

“La Regione siciliana ha accompagnato e sostenuto Agrigento, riconoscendo nella cultura un motore strategico di sviluppo, coesione e identità – dice il presidente della Regione siciliana Renato Schifani – . L’eredità lasciata da questo anno straordinario rappresenta una base solida su cui continuare a investire, affinché la Sicilia rafforzi il proprio ruolo nel panorama culturale”.

La cerimonia ufficiale per l’avvio dell’anno aquilano avrà luogo il prossimo 17 gennaio nell’ Auditorium della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza a L’Aquila e vedrà anche la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’Aquila è situata a 721 metri sul livello del mare, nel cuore dell’Abruzzo, regione di cui è Capoluogo. E’ circondata dalle catene del Sirente e del Velino da un lato e dalla catena del Gran Sasso d’Italia e dai monti della Laga dall’altra. Fu situata all’origine sul colle che aveva costituito il confine tra i due contadi di Amiterno e di Forcona.

La fondazione fu legata ai fermenti autonomistici delle terre del confine settentrionale del Regnum Siciliae accentuatisi alla morte dell’Imperatore Federico II. Una parte degli abitanti dei castelli, delle terre e delle ville dei due territori, circa una settantina, si trasferirono intorno alla metà del Duecento nella nuova città.

L’Aquila nel giro di pochi decenni divenne crocevia per il traffico con le altre città del regno ed extra regno, con le quali era collegata per mezzo della cosiddetta “via degli Abruzzi” che univa Firenze a Napoli passando per Perugia, Rieti, Aquila, Sulmona, Isernia, Venafro, Teano, Capua.

La fama della città si diffuse ben al di là dei confini del regno quando un evento di eccezionale importanza ebbe luogo il 29 agosto 1294: la consacrazione dell’eremita Pietro del Morrone come pontefice col nome di Celestino V.