Giovanna Albanello: dai gioielli dipinti a mano alla moda vintage, una passione che si rinnova
ITALYREVIEW – MASSIMILIANO SPINELLA

La designer ed imprenditrice veneziana racconta le proprie radici artistiche, la nascita dei bracciali in plexiglass e le nuove collaborazioni tra Roma e Milano.
Prima sono arrivati la musica e il disegno. Poi i gioielli, osservati nei laboratori dei parenti a Vicenza e immaginati sulla pagina, fino a diventare creazioni da indossare. Il percorso di Giovanna Albanello nasce da una curiosità coltivata fin da bambina e attraversa esperienze diverse, unite dal desiderio di dare una forma concreta alle proprie idee.

Designer di origine veneziana, Albanello ha trovato nei bracciali in plexiglass decorati a mano uno degli elementi più riconoscibili del proprio lavoro. Trasparenze, colori e decorazioni caratterizzano accessori nei quali l’intervento manuale introduce piccole differenze, conferendo a ogni esemplare una propria identità.
Alle collezioni di gioielli si affiancano oggi progetti fotografici, collaborazioni nella moda e una ricerca sugli abiti da sposa dal gusto vintage. Tra Roma e Milano, la designer racconta le tappe che l’hanno portata a costruire il proprio marchio e le esperienze che vorrebbe ancora realizzare.

Come è nata la sua passione per i gioielli e che cosa l’ha spinta a scegliere il plexiglass per le sue creazioni?
«La vena artistica mi accompagna da sempre. Da bambina ero fantasiosa, piena di idee e rimanevo incantata davanti agli spettacoli in televisione. A nove anni sono entrata nella banda musicale del paese e successivamente ho studiato pianoforte, fino ai diciotto anni. Poi un infortunio sul lavoro di mio padre ci ha portati a dare priorità ad altro e ho interrotto quel percorso.

La curiosità per i gioielli è cresciuta anche durante i soggiorni a Vicenza, dove alcuni nostri parenti avevano laboratori e un’azienda per la lavorazione dell’oro e dell’argento. Mi incuriosiva molto ciò che realizzavano. A ventidue anni ho frequentato corsi di grafica e a ventotto ho iniziato a disegnare gioielli.
È stato un cammino fatto anche di collaborazioni, pause e ripartenze, fino alla scelta di lavorare in autonomia.
All’inizio disegnavamo anche per l’oro e l’argento, ma le spese erano elevate. Mi sono quindi avvicinata alla resina e al plexiglass. Quella che era nata anche come una scelta più accessibile mi ha permesso di esprimere maggiormente la mia creatività, soprattutto attraverso il colore e la decorazione a mano».
Il disegno resta il punto di partenza, mentre la lavorazione mette insieme il supporto produttivo di un’azienda e l’intervento personale della designer.È una distinzione che Albanello tiene a spiegare quando racconta come vengono realizzati i suoi accessori.

Come nasce un suo bracciale, dalla prima idea alla decorazione a mano?
«Una parte viene realizzata con la macchina e una parte viene lavorata a mano. Mi sono rivolta a una realtà aziendale alla quale invio i miei disegni per realizzare le forme. Successivamente intervengo con la decorazione: il bracciale viene dipinto a mano con lo smalto e poi cotto in forno.

È nella decorazione che riesco a esprimere tutta la mia creatività. In passato sono stata aiutata anche da due stiliste, una del Sud e una del Nord Italia, perché non avevo sempre il tempo necessario. Adesso, lavorando part time, riesco a dedicarmi maggiormente alle creazioni. Sto sviluppando anche nuovi prototipi nati da mie idee, ma prima di presentarli nel dettaglio voglio tutelare il progetto».

Dagli accessori, la ricerca si è estesa al mondo degli abiti da sposa. Lo scorso settembre, a Sambuci, alle porte di Roma, alcuni vestiti sono stati presentati in una sfilata dedicata al contrasto della violenza sulle donne. Un progetto che valorizza abiti del passato attraverso nuovi abbinamenti con i gioielli.

Dagli accessori agli abiti da sposa dal gusto vintage: che cosa ha voluto portare della sua esperienza di designer in questa nuova linea?
«L’idea è nata grazie a un’amica romana che scrive libri e ha una raccolta di abiti da sposa. Mi ha ispirata e ho voluto iniziare anch’io: prima un vestito, poi due, tre, quattro. Alcuni mi sono stati regalati da signore che hanno risposto agli annunci sui social.

Ho pensato di abbinarli alla mia linea di sei bracciali da sposa, anche per realizzare servizi fotografici. Tra gli abiti che hanno già sfilato ce n’è uno degli anni Cinquanta al quale tengo molto. L’interesse per il vintage mi ha portata anche a trovare due vestiti degli anni Trenta, che non sono da sposa. Pochi giorni fa ho realizzato un servizio fotografico con una modella e attrice a Milano, e altri shooting sono previsti per novembre».

La fotografia occupa uno spazio crescente nella presentazione delle collezioni, sul sito e nel negozio online. In un progetto con Zaccaria Ferroni, Albanello è passata dall’altra parte dell’obiettivo, posando personalmente. Un’esperienza che si aggiunge al confronto con le modelle chiamate a interpretare le sue creazioni.

Che cosa le ha insegnato l’esperienza davanti all’obiettivo come modella, dopo aver lavorato alla creazione degli accessori da indossare?
«Ogni modella esprime se stessa con il linguaggio del corpo, e questo mi dà una carica anche nel far conoscere i miei bracciali. Lavoro con modelle di età diverse: ragazze molto giovani, donne sui trenta e sui quarant’anni, a seconda del servizio.

A volte poso anch’io, ma lo faccio da appassionata, non da modella professionista. Mi piace e sono abituata a essere fotografata fin da bambina: avevo un vicino di casa fotografo. È un’esperienza che si inserisce nella mia passione per questo mondo».

Alle tre modelle milanesi che hanno partecipato agli shooting, Albanello desidera rivolgere un ringraziamento per la professionalità e lo stile. Un grazie che estende ai fotografi coinvolti, per la sensibilità e il contributo alla presentazione delle collezioni.

Il legame con Milano si è rafforzato dopo un evento alla Fiera di Rho, a metà settembre, cui è seguita la scelta di prolungare la permanenza per coltivare opportunità professionali. Roma resta l’altro riferimento per incontri, collaborazioni e possibili appuntamenti futuri.

Quali progetti e collaborazioni sta preparando tra Roma e Milano, e quale sogno vorrebbe realizzare per il suo marchio?
«Per il momento a Milano sto lavorando soprattutto ai servizi fotografici. C’è anche l’idea di una sfilata, ma è ancora da definire, mentre sto valutando eventi a Roma.
Il mio desiderio è crescere in queste due città che amo tantissimo, Milano e Roma, e continuare a fare nuove esperienze. È questo il mio sogno, e non è poco».

Prima di concludere, Albanello tiene a ricordare anche l’impegno su temi sociali, temporaneamente interrotto dopo un lutto in famiglia, e le persone che l’hanno sostenuta. Il pensiero va soprattutto ai giovani incontrati nel lavoro: fotografi, modelle e artisti ai quali riconosce idee, valori e determinazione.

«Ho collaborato con giovani molto in gamba, pieni di creatività e con voglia di fare. Bisogna valorizzare anche questo aspetto: ci sono ragazzi che lasciano la propria terra e vengono a Milano per costruire il loro percorso».

Nelle prossime collaborazioni, accanto alle forme e ai colori dei gioielli, ci sarà spazio anche per queste energie: le persone con cui trasformare un progetto disegnato in una nuova occasione di lavoro.