La mostra di Dea Leidi al Circolo Artistico di Arezzo dal 26 ottobre al 1° novembre con ingresso libero
Sfida artistica e ambientale: vecchi abiti che diventano nuovi tessuti

“I nostri vecchi abiti possono diventare qualcosa d’altro, anziché finire in una discarica a cielo aperto! Possono essere usati per creare nuovi tessuti per abbigliamento o arazzi e tappeti per arredamento”. Lo spiega l’artista del tessuto Dea Leidi, alla vigilia della mostra che prevede l’esposizione degli oggetti realizzati appunto da Dea Leidi, unitamente ad un telaio didattico, nelle sale mostre al piano terra del Circolo Artistico, in Corso Italia 108, dal 26 ottobre al 1° novembre 2026, con ingresso libero dalle 16,00 alle 19,30 tutti i giorni e per il sabato e la domenica anche la mattina dalle 10,00 alle 13,00.
Il recupero dei tessuti è materia complessa e costosa, che favorisce notevolmente la riduzione dei consumi di acqua pulita, energia e materia prima, ma soprattutto diminuisce sistematicamente l’impiego di sostanze chimiche. “In mostra – spiega Leidi – è esposto un pezzo costruito con gli abiti indossati da una mia amica durante la sua gravidanza. Così al recupero si aggiunge anche una componente emotiva: gli “stracci, nel loro riuso, hanno trovato una nuova vita!”
“Mi sono interessata a fondo di tessitura – spiega ancora Leidi – perché in casa ho sempre avuto un telaio. Negli ultimi anni il riciclo dei filati e dei tessuti è diventato elemento centrale dei miei manufatti: ho una collaborazione rivolta alla didattica con il museo dell’Arte della Lana di Stia della Fondazione “Luigi e Simonetta Lombard” e con i bambini e gli adolescenti si insiste molto sul riciclo e sul riuso delle lane. Il museo è stato inaugurato nel 2010 ed è un affascinante esempio di archeologia industriale”.