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IL PRIMO SMS DELLA STORIA CHE CAMBIÒ LA COMUNICAZIONE

ACCADDE OGGI: Giovedì 3 dicembre 1992, un giovane ingegnere programmatore britannico di nome Neil Papworth inviò il primo SMS della storia. Sembra incredibile, ma tutto iniziò con un semplice “Merry Christmas”, mandato durante una festa aziendale della compagnia telefonica per cui lavorava nel Berkshire. Il messaggio arrivò sul telefono Orbitel 901 del collega Richard Jarvis, che però non rispose. Eppure, quei 14 caratteri bastarono per accendere la scintilla che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di comunicare. All’epoca, gli SMS erano una novità assoluta: un’idea nata negli anni ’80, ma concretizzata solo dopo quasi dieci anni di tentativi. E pensate: il primo SMS non fu nemmeno inviato da un telefono, ma da un computer, perché i cellulari dell’epoca non erano ancora in grado di scrivere messaggi.
Nel 1993 ci penserà Nokia a dare una spintarella al fenomeno, introducendo il celebre bip di notifica. Ma scrivere un SMS non era affatto semplice: niente tastiere QWERTY, solo tasti numerici da premere più volte per ottenere le lettere giuste. Un inferno? Forse. Ma da quell’inferno creativo nacque il “txt spk”, il linguaggio abbreviato, LOL, gli emoticon e, indirettamente, gli emoji che oggi troviamo ovunque. E non finisce qui. Nei primi anni, si poteva scrivere solo a chi aveva il tuo stesso operatore. L’interoperabilità tra provider arrivò solo nel 1999, e fu allora che gli SMS decollarono davvero. I 2000 furono la loro età dell’oro: miliardi di messaggi ogni anno, fino a entrare ufficialmente nei dizionari nel 2010.
Poi… la curva è scesa. Con l’arrivo di WhatsApp, Telegram e altri, gli SMS hanno iniziato a perdere terreno. Solo nel Regno Unito si è passati dai 150 miliardi di messaggi del 2012 a meno di 32 miliardi nel 2023. Una parabola impressionante: da un “Merry Christmas” digitato a una festa di fine anno, fino all’esplosione delle chat istantanee che oggi usiamo per tutto. Ma, in fondo, se oggi comunichiamo con una tale facilità, lo dobbiamo proprio a quell’SMS natalizio arrivato e rimasto senza risposta. Un messaggio di 14 caratteri, una festa aziendale… e la nascita di una rivoluzione globale.