Cinema e audiovisivo, la Camera approva il Testo unico: nasce una nuova Agenzia nazionale
ITALYREVIEW – MASSIMILIANO SPINELLA

Il provvedimento passa al Senato dopo il voto favorevole di maggioranza e opposizione. Giuli parla di «legge storica», mentre Schlein sottolinea il contributo di Pupi Avati
ROMA – Una nuova organizzazione per rilanciare il cinema italiano e l’intero comparto audiovisivo. La Camera dei deputati ha approvato, con 218 voti favorevoli e 6 contrari, il Testo unico sul cinema e sull’audiovisivo. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dal Senato prima di diventare definitivamente legge.
Il principale elemento della riforma è rappresentato dall’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, un nuovo organismo al quale dovrebbero essere trasferite le funzioni operative, gestionali e attuative attualmente svolte dal Ministero della Cultura.
Al Ministero rimarrebbero invece i compiti di indirizzo politico, vigilanza strategica e controllo ispettivo. L’obiettivo è rendere più efficiente e trasparente la gestione di un settore che negli ultimi anni è stato al centro di un acceso dibattito, soprattutto per quanto riguarda il sistema del tax credit e l’impiego delle risorse del Fondo per il cinema e l’audiovisivo.
Giuli: «Una legge storica»
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito il provvedimento una «legge storica», sottolineando il clima di collaborazione che ha consentito di raggiungere un’ampia convergenza parlamentare. Il ministro ha inoltre auspicato che lo stesso spirito possa accompagnare l’esame del testo a Palazzo Madama.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha evidenziato il carattere bipartisan dell’iniziativa, ricordando l’appello lanciato dal regista Pupi Avati affinché le forze politiche superassero le divisioni e lavorassero insieme per il rilancio del cinema italiano.
Proprio Avati aveva sostenuto con particolare convinzione la necessità di affidare le funzioni operative a un organismo autonomo. La sua proposta è successivamente entrata nel confronto parlamentare, contribuendo alla convergenza tra diverse iniziative legislative.
Una nuova governance per il settore
La nascita dell’Agenzia potrebbe segnare una svolta nella gestione pubblica del cinema e dell’audiovisivo, separando più chiaramente le decisioni politiche dalle attività amministrative e operative.
Il voto della Camera rappresenta però soltanto una prima tappa. Sarà ora il Senato a esaminare il Testo unico e a decidere se confermare l’impianto della riforma. Soltanto dopo l’approvazione definitiva si potranno conoscere nel dettaglio l’organizzazione, le competenze e le modalità di funzionamento della nuova Agenzia.
Il settore guarda quindi con attenzione a Palazzo Madama, nella speranza che la riforma possa tradursi in procedure più rapide, regole più chiare e maggiori opportunità per produttori, autori, registi, interpreti e giovani professionisti.