Argentina in finale: rimonta di nervi, talento e personalità contro l’Inghilterra
ITALYREVIEW – Speciale Mondiali di calcio 2026
Guglielmo Gatti

L’Argentina conquista la finale dei Mondiali 2026 battendo in rimonta l’Inghilterra per 2-1 ad Atlanta, al termine di una partita che sembrava scivolare via dalle mani della Selección. Il vantaggio inglese di Anthony Gordon aveva gelato il Mercedes‑Benz Stadium, ma negli ultimi dieci minuti la squadra di Scaloni ha ribaltato tutto con Enzo Fernández e Lautaro Martínez, entrambi serviti da un monumentale Lionel Messi, ancora una volta decisivo nei momenti che contano.

Primo tempo bloccato, Inghilterra più cinica
La partita si apre con un’Argentina che prova a comandare il possesso, mentre l’Inghilterra sceglie un baricentro medio-basso e transizioni rapide. Le occasioni vere scarseggiano: Messi prova a inventare tra le linee, Mac Allister si inserisce con continuità, ma la difesa inglese regge.
La sensazione è quella di una gara che si deciderà su un episodio. E l’episodio arriva al 55’: Rogers scappa sulla sinistra, cross teso sul secondo palo, Gordon anticipa Molina e infila Emiliano Martínez. È 1-0, e i Three Lions sembrano in controllo emotivo e tattico.
La svolta: Scaloni cambia ritmo, Messi cambia la storia
Il vantaggio inglese costringe l’Argentina a osare. Scaloni inserisce Garnacho e Lo Celso, Messi arretra qualche metro per cucire il gioco e la Selección comincia a schiacciare l’Inghilterra nella propria metà campo.All’85’ arriva il pareggio: corner battuto corto, Messi riceve, attira due avversari e serve Enzo Fernández al limite.
Il centrocampista del Chelsea piazza un destro chirurgico nell’angolo. È il gol che riapre tutto e che spezza la resistenza inglese.
Il colpo finale arriva nel recupero.
Minuto 92: Messi riceve largo a destra, alza la testa e pennella un cross perfetto. Lautaro Martínez anticipa Stones e di testa firma il 2-1. Rimonta completata, stadio in delirio, Inghilterra in ginocchio.
Messi: 39 anni, due assist, ancora il faro della Selección
Non segna, ma decide. Messi gioca una partita di intelligenza pura:
rallenta, accelera, guida, ispira. I due assist sono la fotografia di una leadership che va oltre la tecnica. È lui a cambiare l’inerzia quando la gara sembra scivolare via. Inghilterra: vantaggio sprecato, atteggiamento punito
La squadra di Southgate paga la scelta di abbassarsi troppo dopo l’1-0. Bellingham non riesce a prendere in mano la partita, Kane resta isolato, la difesa cede nel momento decisivo. È una semifinale che lascia rimpianti: l’Inghilterra aveva la gara in mano, ma non ha avuto il coraggio di chiuderla.
La finale: Argentina–Spagna, una sfida totale
Il 19 luglio al MetLife Stadium l’Argentina affronterà la Spagna, dominatrice dell’altra semifinale. Una finale che promette calcio di altissimo livello:
la creatività sudamericana contro la precisione europea,
la leadership di Messi contro la macchina collettiva spagnola,
la Copa América contro l’Europeo.
È la partita che tutti volevano: il talento contro il sistema, l’esperienza contro la continuità.