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Tatsiana Naumcic e la sua arte arrivata al cuore degli USA

L’intervista integrale pubblicata dal team editoriale di New Road 2 Art

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Tatsiana Naumcic

1. Potresti parlarci un po’ di te e del tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico è iniziato nella prima infanzia in Bielorussia, dove ho sentito fin da piccolissima una forte connessione con l’espressione visiva. In seguito ho studiato all’Accademia d’Arte di Minsk e ho intrapreso la mia carriera professionale come insegnante d’arte, dedicandomi a bambini talentuosi e dotati artisticamente. L’insegnamento è stato per me fonte di grande soddisfazione, ma col tempo ho capito che la mia vera vocazione era quella di sviluppare la mia pratica artistica.

Nel 2013 mi sono trasferito a Roma, una decisione che si è rivelata un punto di svolta fondamentale sia nella mia vita che nel mio lavoro. Un altro momento cruciale è arrivato nel 2015, quando ho iniziato a studiare direttamente con il rinomato pittore italiano Luciano Ventrone. Lavorare con lui ha influenzato profondamente la mia comprensione della tecnica, della disciplina, della composizione e soprattutto della luce.

Dalla mia prima mostra personale a Palermo nel 2018, le mie opere sono state presentate a livello internazionale in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Canada e Stati Uniti. Nel corso degli anni, ho continuato a sviluppare un mio linguaggio visivo personale, pur rimanendo profondamente legata alla tradizione pittorica europea che mi ha formata.

Nel 2022 ho presentato la mostra personale  Shades of My Soul al Museo di San Salvatore in Lauro a Roma, a cui hanno fatto seguito altre mostre e progetti internazionali in Europa e negli Stati Uniti.

2. Come descriveresti il ​​tuo stile artistico e i temi principali esplorati nelle tue opere?

Per molti anni, il mio lavoro si è concentrato sulla bellezza del mondo visibile: colore, forma, sensualità e presenza fisica. Attraverso il realismo e composizioni vivaci di fiori, frutta, forme organiche, la figura femminile e la natura, ho esplorato temi come l’amore, la libertà, la femminilità e la forza interiore.

Oggi, il mio lavoro si sta orientando verso un’esplorazione più profonda di ciò che non è immediatamente visibile. La mia pratica combina un realismo meticoloso con una dimensione più atmosferica e spirituale. Mi interessano non solo ciò che appare davanti ai nostri occhi, ma anche ciò che si cela oltre la percezione diretta: energia, memoria, trasformazione e il rapporto tra l’essere umano e la natura.

Mettendo in dialogo il corpo umano con elementi naturali come acqua, fuoco, ghiaccio e luce, esploro lo spazio tra il materiale e lo spirituale. La luce assume un ruolo particolarmente importante in questo processo.  Tutto ciò che esiste rimane invisibile finché la luce non lo rivela.

3. Cosa ha ispirato l’opera premiata e in che modo la tua esperienza con le mostre internazionali ha influenzato il tuo percorso artistico?

Il mio dipinto premiato,  Talisman , è ispirato alla forza interiore che una donna possiede nei momenti di cambiamento. Volevo esplorare l’idea che un talismano non sia semplicemente un oggetto fisico, ma qualcosa di profondamente personale: una fonte di protezione, memoria, resilienza e connessione con se stessi.

Dipinto a olio su lino, il quadro riflette su ciò che rimane quando le circostanze intorno a noi cambiano: intuizione, amore, memoria e la capacità di trasformare la vulnerabilità in forza. Per me,  Talisman è diventato un simbolo di continuità, identità e libertà interiore.

Esporre a livello internazionale ha avuto un profondo impatto sulla mia crescita artistica. Lo studio è uno spazio molto privato e, quando un dipinto lascia quello spazio ed entra in una galleria, un museo o una mostra, inizia una vita completamente diversa.

Vedere persone di diverse nazionalità e provenienze culturali reagire emotivamente alla stessa opera mi ricorda che certe esperienze sono universali. Luce, vulnerabilità, cambiamento, amore e la ricerca della libertà possono essere compresi senza bisogno di traduzione. Questa connessione con lo spettatore continua a influenzare la direzione del mio lavoro.

4. Com’è il tuo spazio di lavoro ideale e cosa ti motiva durante le lunghe ore di lavoro?

Il mio studio ideale è silenzioso, spazioso e pieno di luce naturale, con soffitti alti e grandi finestre. La luce è essenziale per il mio lavoro, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche concettuale, quindi il modo in cui entra e si trasforma all’interno di uno spazio è per me di fondamentale importanza.

Quando lavoro per lunghi periodi, di solito non ho bisogno di cercare la motivazione. Una volta che inizio a dipingere, la concentrazione stessa diventa una fonte di energia. Spesso ascolto musica, ma il più delle volte mi immergo completamente nel lavoro.

La pittura si sviluppa lentamente, strato dopo strato. C’è un momento in cui qualcosa che prima esisteva solo nella mia immaginazione inizia ad assumere una presenza fisica sulla tela. È questa trasformazione che mi tiene coinvolto. Per molti versi, il processo è quasi meditativo: per diverse ore, tutto ciò che si trova fuori dallo studio può semplicemente scomparire.

5. Su cosa stai lavorando attualmente e cosa ti piacerebbe esplorare nel tuo lavoro futuro?

Attualmente sto sviluppando una nuova serie di dipinti e opere sperimentali che esplorano gli elementi fondamentali della natura, mettendo in dialogo la forma umana con l’acqua, il ghiaccio e la luce. Sono interessato alla trasformazione e alla presenza spirituale, e ad ampliare la mia pratica al di là della pittura a olio tradizionale attraverso opere di grandi dimensioni, fotografia, performance e processi sperimentali basati sulla luce.

Guardando al futuro, gli Stati Uniti sono diventati una parte importante della mia visione artistica. Sono profondamente ispirato dalla vastità e dalla diversità del paesaggio americano – i suoi oceani, la luce mutevole e gli ambienti naturali imponenti – e vorrei che queste esperienze plasmassero la mia prossima serie di opere.

Uno dei miei obiettivi a lungo termine è anche quello di fondare una scuola d’arte negli Stati Uniti. Ho avuto la fortuna di studiare direttamente con Luciano Ventrone, e la disciplina, le conoscenze tecniche e il modo di vedere che ho appreso da lui sono diventati un fondamento importante per il mio sviluppo artistico. Allo stesso tempo, nel corso degli anni ho sviluppato un mio linguaggio visivo, delle mie tecniche e una mia filosofia artistica.

Per me, preservare un’eredità artistica non significa semplicemente ripeterla, ma permetterle di evolversi. Vorrei portare questa tradizione pittorica europea negli Stati Uniti, trasmettere le conoscenze acquisite a Ventrone e integrarle con ciò che ho sviluppato attraverso la mia pratica artistica. Vedo la scuola come un ponte tra questa eredità e una nuova generazione di artisti in America: un luogo dove la tradizione possa rimanere viva e al contempo continuare a crescere.

Al contempo, desidero continuare a sviluppare il mio lavoro e ad ampliare la mia presenza internazionale in musei e gallerie. Vedo l’America non solo come un luogo in cui posso insegnare, ma anche come un nuovo scenario per la mia evoluzione artistica.