CRONACA E ATTUALITÀESTERO

Sostanze tossiche sul Libano?

Israele sta provando a trasformare il sud del Libano in una zona a tossicità controllata, aggiungendo alle bombe – sganciate in spregio al cessate il fuoco – la guerra chimica per il ridisegno geografico e demografico del territorio. Secondo i rapporti dei caschi blu dell’Unifil, l’aviazione israeliana sta sganciando sostanze non identificate lungo la frontiera, all’interno del territorio libanese, costringendo la missione Onu a una ritirata senza precedenti da un terzo della sua area operativa e alla sospensione di ogni pattugliamento in settori ormai inaccessibili per gli stessi garanti della tregua. È l’accusa mossa dal presidente libanese Joseph Aoun, che ha definito l’irrorazione di glifosato da parte di Israele “un crimine ambientale e sanitario contro i libanesi e la loro terra”. […]
L’avvelenamento delle falde e la distruzione delle colture mirano a recidere il legame tra la popolazione e il territorio, trasformando tutta l’area di confine del Paese in una fascia morta, dove la vita civile non potrà più mettere radici. Questa tattica, definita dall’Onu come una violazione della risoluzione 1701 e dell’accordo di cessate il fuoco del novembre 2024, non serve alla guerra di Tel Aviv contro a Hezbollah ma a creare una “zona cuscinetto” dove prima esisteva una comunità agricola, imponendo un fatto compiuto, nel silenzio di una diplomazia internazionale incapace di proteggere i propri mandati.