PRELEVAMENTI MINORI, TERRAGNI: “SE IL BAMBINO RESISTE L’ASSISTENTE SOCIALE DEVE FERMARSI”

(Byoblu tv) Diciotto punti che rispondono ad altrettanti quesiti sul tema delicatissimo degli affidi minorili. Opacità gestionali e normative, leggi che pur essendoci spesso vengono interpretate a sfavore delle famiglie. I recenti casi di cronaca hanno imposto alle autorità di mettere mano a una materia più volte lasciata al buon cuore di giudici e assistenti sociali. In questo senso dunque vuole andare il documento pubblicato dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza e redatto in collaborazione con due legali esperte in diritto di famiglia.
Il documento pone l’accento sulla necessità dell’ascolto diretto del bambino dal giudice, spesso trascurato, e ribadisce che la collocazione in strutture dovrebbe essere l’extrema ratio, privilegiando i parenti più prossimi come già stabilito dalla legge. L’inserimento in strutture per minori infatti, avviene non solo in casi in cui è provato lo stato di pericolo, ma anche nell’ambito di conflitti genitoriali dovuti a separazioni burrascose.
C’è poi la questione legata ai prelievi forzosi, che è un altro degli aspetti poco chiari insieme al censimento delle strutture, ai costi e ai tempi reali di trattenimento di ogni minore fuori famiglia. La Garante lo ribadisce: i bambini non possono essere sollevati di peso e portati via dalla famiglia, soprattutto se urlano e manifestano la volontà di restare in casa.