La Procura tedesca accusa Kiev per il sabotaggio del Nord Stream

fonte l’Espresso
Per la prima volta l’inchiesta tedesca sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream individua un livello di responsabilità che va oltre gli esecutori materiali. Secondo quanto riferito dall’agenzia France Presse, la Procura federale di Karlsruhe ritiene che l’operazione del settembre 2022 sia stata commissionata dalle autorità statali ucraine.
La svolta arriva a un giorno dalla formalizzazione dell’atto d’accusa contro il cittadino ucraino Serhii K., identificato in precedenza come Serhii Kuznietsov, comparso il 30 giugno davanti alla Corte d’appello anseatica di Amburgo. L’uomo, 50 anni, ex ufficiale dell’esercito ucraino, è accusato di complicità in crimini di guerra: attacco contro infrastrutture civili con esplosivi, distruzione di opere e interruzione di servizi pubblici.
Secondo l’accusa, nel 2022 Serhii K. elaborò insieme ad altri militari, su incarico delle autorità di Kiev, un piano per distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che collegano la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico. L’obiettivo, spiega la Procura, era interrompere in modo permanente le forniture di gas e impedire a Mosca di finanziare lo sforzo bellico con i proventi dell’export energetico.
Per l’attuazione del piano sarebbe stato messo insieme un gruppo di sette persone: diversi sommozzatori professionisti, uno skipper e un esperto di esplosivi, sotto il comando dell’imputato. Il commando avrebbe noleggiato un veliero, l’Andromeda, partito da Rostock per raggiungere le acque al largo dell’isola danese di Bornholm, dove le cariche furono piazzate sui fondali a circa 70-80 metri di profondità. Le esplosioni, il 26 settembre 2022, distrussero tre delle quattro condotte. Nord Stream 2 non era ancora operativo, bloccato da Berlino alla vigilia dell’invasione russa; Nord Stream 1, invece, prima della guerra garantiva circa metà del fabbisogno annuo di gas naturale della Germania.