Il decreto aiuti è in gazzetta ufficiale. Gualtieri a breve sarà commissario ai rifiuti di Roma.

Il sindaco è già a lavoro al piano rifiuti per la Capitale con il suo team. Entro 60 giorni la conversione alle Camere, dove i cinque stelle tenteranno di modificare il testo

A breve il sindaco Roberto Gualtieri sarà ufficialmente commissario per i rifiuti di Roma. Il decreto legge aiuti, che contiene la norma funzionale al primo cittadino per realizzare con poteri speciali un termovalorizzatore nella Capitale, in tempi rapidi e bypassando il piano rifiuti regionale (che non lo prevede), è stato pubblicato in gazzetta ufficiale. Un passaggio formale ma fondamentale per cominciare a buttare giù il piano rifiuti per Roma. Fonti del Campidoglio parlano di “grande soddisfazione” per la pubblicazione del decreto e grande apprezzamento per il governo, “attento e amico di Roma, che ha messo in campo una piena ed efficace collaborazione con un’amministrazione, e che finalmente porta la Capitale al centro delle politiche nazionali”. A quanto si apprende Gualtieri è già a lavoro con il suo team, di cui fa parte anche Simonetta Tunesi, super esperta di gestione ambientale appositamente ingaggiata dal sindaco per convincere i riottosi. 

Le implicazioni politiche dell’inceneritore

Al centro del piano, come si sa, il termovalorizzatore da realizzare con ogni probabilità in un terreno a Santa Palomba, zona di confine con il comune di Pomezia. Un impianto che fin dal suo annuncio, lo scorso 20 aprile in occasione di un consiglio straordinario a tema rifiuti, ha scosso la politica capitolina e non solo. A tribolare l’alleanza di centrosinistra che guida il Campidoglio, con qualche consigliere contrario vedi Europa Verde e Sinistra civica ecologista – con i quali Gualtieri sta intrattenendo un fitto percorso di confronto – ma soprattutto quella tra m5s-pd. 

A livello regionale, per non far saltare il matrimonio giallorosso, anche in vista delle prossime elezioni del 2023, l’assessora alla Transizione ecologica Roberta Lombardi, pur fermamente contraria a ogni tipologia di inceneritore, sta tentando il dialogo con il sindaco. Al netto dei toni assertivi e poco dialoganti espressi dal leader Giuseppe Conte, anche una parte dei parlamentari del m5s parla di confronto necessario con il sindaco. La partita si giocherà tutta in fase di conversione del suddetto decreto aiuti. 

La partita alle Camere

Tempo 60 giorni e il dl passerà alle Camere. Il m5s non lo ha votato nelle commissioni competenti. Un gesto forte, anche perché la norma contiene importanti aiuti a famiglie e imprese per combattere il caro energia legato anche all’esplosione del conflitto in Ucraina. I pentastellati puntano a modificare il passaggio sui poteri speciali con un emendamento da votare in aula. Non sarà un emendamento soppressivo, che chiederà direttamente l’eliminazione dei poteri conferiti, come inizialmente circolato. A spiegarlo a RomaToday lo stesso deputato romano, grillino, Francesco Silvestri. “Andrà a modificare la parte relativa agli impianti consentiti. Sì ai poteri, sono sempre stato a favorevole, ma legati all’impiantistica contenuta nel piano regionale rifiuti e a quella prevista dalle normative europee”. 

Linea simile è quella tenuta dall’assessora Lombardi, che si appresta a proporre a Gualtieri un piano alternativo che preveda la raccolta differenziata spinta, da portare a percentuali intorno al 90%, e impianti con nuovissime tecnologie che brucino il resto ma a temperature tali da non produrre ceneri, vedi l’ossicombustione e la pirolisi. Insomma, si tenta di far cambiare idea al sindaco. Una mission quasi impossibile, perché difficilmente Gualtieri tornerà se suoi passi. Potrebbe forse rivederne la capacità, accettando qualche suggerimento su buone pratiche legate a riciclo e riuso, complementari all’impianto e non alternative. Da capire quindi il destino dell’alleanza con i grillini. 

C’è chi come Lombardi non mette veti e non esclude di poter andare avanti anche con un termovalorizzatore a Roma, pur in una cornice di dialogo e disponibilità al confronto costante. E chi invece non intende cedere. Vedi la fazione di Virginia Raggi e dei grillini romani all’opposizione in Campidoglio. Qui di dialogo non si parla, anzi. L’ex sindaca ha addirittura annunciato una azione legale contro il primo cittadino dem. Pronta, gridando no all’inceneritore, a rispolverare l’ambientalismo delle origini per rimarcare le incompatibilità con il partito democratico.  

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