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Follia mascherina in aereo: va indossata a targhe alterne.

L’Enac pubblica le nuove linee guida sulle mascherine in volo: se il vettore è italiano, va indossata; se straniero, invece no.

È già qualcosa se non ti obbligano a indossarle solo quando sorvoli lo spazio aereo italiano. Ma le regole sulle mascherine in volo, come ormai tradizione in questo folle Paese, sono al limite della pazzia.

Il contesto lo conoscete: due agenzie europee, l’Ecdc e l’Easa, pochi giorni fa hanno eliminato la “raccomandazione” a indossare Dpi Ffp2 in aereo. La decisione europee è in vigore da un paio di giorni, dal 16 maggio, ma come al solito l’Italia i “ce li chiede l’Europa” li recepisce solo quando fanno comodo ai chiusuristi. Così, mentre il resto dell’Ue si libera dalla mascherina, il Belpaese rimane saldo sulla “linea Speranza”: fino al 15 giugno sarà obbligatoria sui mezzi pubblici, a scuola e negli ospedali. E poco importa se in pochi vedono la logica di tali disposizioni.

La cosa incredibile è che i passeggeri che si recano in aeroporto adesso devono pure risolvere un rebus per capire quando e come debbano indossare i Dpi. Le regole, infatti, variano in base al tipo di volo e alla nazionalità della compagnia aerea con cui si sta viaggiando.

L’Enac, l’Ente nazionale che gestisce l’aviazione civile, ha redatto infatti un documento per spiegare il regolamento sull’uso dei Dpi. Bisogna dunque distinguere.

  • Se il volo è nazionale: mascherina obbligatoria per tutti. Nelle linee guida dell’Enac si legge infatti che la Ffp2 devono portarla “i passeggeri e gli equipaggi dei voli operanti su territorio nazionale (la cui tratta preveda pertanto origine e destinazione in Italia), indipendentemente dal Paese di rilascio della licenza del vettore aereo”.
  • Se il volo è internazionale: qui bisogna ulteriormente distinguere. 1) Se il velivolo batte bandiera italiana, è cioè gestito da un vettore con licenza italiana, i passeggeri dovranno indossare una Ffp2. 2) Se invece la licenza è stata rilasciata da un vettore aereo estero, a bordo varranno le regole applicate dal Paese che l’ha rilasciata. Tradotto: se il Boeing ha la scritta British Airways sul fianco, valgono le norme inglese e la mascherina può andare a farsi benedire; se invece è di Ita Airways, allora la Ffp2 diventa obbligatoria.

Si arriva insomma al paradosso che due aerei simili, entrambi in partenza da Roma e diretti a Londra, avranno da una parte i passeggeri mascherati e dall’altra no. Quelli che volano con Ita, dovranno coprirsi. Quelli che viaggiano con EasyJet o British, invece no. Vi pare normale?

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