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A Nanni Moretti il Premio Andrea Purgatori

Spenga il telefono”. Sono bastate tre parole di Nanni Moretti per interrompere per un attimo la proiezione di Succederà questa notte, il film con cui il regista è tornato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia dopo 37 anni.

L’episodio è avvenuto sabato sera, alla Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, subito dopo l’inizio del film. Dopo l’applauso al regista e al cast, con la sala già al buio, Moretti si è accorto che uno spettatore in platea aveva ancora il cellulare acceso. All’inizio ha lasciato correre, ma quando le prime scene erano già partite e il telefono continuava a illuminarsi, si è alzato dalla galleria, è sceso in platea e ha chiesto direttamente all’uomo di spegnerlo. Poi è tornato al suo posto e la proiezione è ripresa.

La scena ha spiazzato il pubblico e anche le maschere presenti in sala. Tra gli spettatori c’era pure Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, seduto nella stessa fila di Moretti.

Il giorno dopo, durante la cerimonia in Sala Perla al Palazzo del Casinò per il Premio Siae Andrea Purgatori alla carriera, è stato lo stesso Moretti a raccontare l’accaduto. Sollecitato da Francesco Martinotti, ha ricostruito il momento con ironia: “C’era una persona che dall’inizio della proiezione stava sul telefonino”, ha spiegato. Poi ha aggiunto che aveva pensato di aspettare: “Siamo solo all’inizio”. Ma quando sono comparsi i titoli di testa, con la musica di Alberto Iglesias, e il cellulare era ancora acceso, ha deciso di intervenire: “E allora non ce l’ho fatta – ha detto Moretti – sono sceso e sono andato a dirgli di spegnerlo”. La sala ha risposto con un lungo applauso.

Nella stessa occasione Moretti ha ricevuto anche il Premio Siae Andrea Purgatori alla carriera, una targa che riproduce il deposito di Ecce Bombo, il suo secondo film, datato 5 settembre 1977. La Siae aveva inizialmente cercato il deposito di Io sono un autarchico, il primo lungometraggio del regista, ma il documento non è stato trovato. “Era fatto un po’ in famiglia, in Super 8”, ha ricordato.

Parlando del suo percorso, Moretti ha poi aggiunto: “Se davvero con le mie storie e i miei personaggi sono riuscito a raccontare una generazione, lo ritengo una fortuna e un onore”.