La Venere vincitrice di Thorvaldsen conquista Roma: arte e cultura si incontrano all’Hotel Nord Nuova Roma

ITALYREVIEW – MASSIMILIANO SPINELLA
ROMA – Un capolavoro del Neoclassicismo torna a dialogare con il pubblico e lo fa fuori dagli spazi tradizionali dei musei. All’Hotel Nord Nuova Roma è stata inaugurata l’esposizione della “Venere vincitrice” di Bertel Thorvaldsen, modello in gesso proveniente dalle collezioni dell’Accademia Nazionale di San Luca e restituito alla fruizione dopo un importante intervento di restauro.
L’inaugurazione ha rappresentato non soltanto la presentazione di un’opera rimasta a lungo nei depositi, ma anche un momento di confronto sul futuro della valorizzazione del patrimonio artistico italiano e sulla possibilità di creare nuovi luoghi d’incontro tra arte, cittadini e turismo.
Tra gli interventi quello di Claudio Strinati, che ha posto l’accento proprio sulla necessità di ripensare il rapporto tra le opere d’arte e i luoghi nei quali vengono mostrate al pubblico.
«Il museo non è l’unica casa per un’opera d’arte – ha spiegato Strinati – si sta consolidando l’idea che i reperti, in particolare quelli che giacciono nei depositi, possano essere esposti, con le dovute garanzie, anche in luoghi frequentatissimi».
Una riflessione che accompagna perfettamente la filosofia di “Arte Fuori dal Museo”: riportare alla luce opere altrimenti difficilmente accessibili e consentire loro di incontrare un pubblico nuovo.
Durante la presentazione è intervenuta anche l’etruscologa Maria Paola Baglione, che ha ricordato il ruolo svolto nei secoli dall’Accademia Nazionale di San Luca e il particolare clima culturale della Roma nella quale operò Thorvaldsen.
«Da etruscologa, sono però lieta che non si sia scelto materiale archeologico; è giusto che venga meglio compresa la relazione tra l’arte antica e quella neoclassica, spesso sottovalutata», ha sottolineato Baglione.
Sul valore e sulle prospettive dell’iniziativa è intervenuto anche Gianluca Di Gaetano, direttore di Federalberghi Roma.
«Un progetto che è solo all’inizio e che darà tante soddisfazioni. Chiediamo alle istituzioni di trovare gli strumenti per un prestito che duri più di un solo anno», ha dichiarato Di Gaetano parlando di “Arte Fuori dal Museo”.
A delineare i prossimi sviluppi è stata inoltre Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly, che ha anticipato l’adesione di altri dieci grandi alberghi romani pronti ad accogliere opere provenienti dai depositi, restaurate e successivamente esposte al pubblico.
Tra le prossime tappe sono previsti vasi etruschi e antefisse del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia destinati all’Hotel Locarno, mentre altre opere dell’Accademia Nazionale di San Luca troveranno spazio all’Hotel Raffaello.
Protagonista assoluta della serata è stata però lei, la “Venere vincitrice”, prototipo in gesso realizzato da Bertel Thorvaldsen intorno al 1813, alto un metro e 62 centimetri. L’originale in marmo è conservato al Museo Thorvaldsen di Copenaghen.
Il delicato intervento di recupero è stato eseguito dalle restauratrici Cecilia Balzi e Rebecca Picca Orlandi, con la supervisione di Fabio Porzio dell’Accademia Nazionale di San Luca e sotto la sorveglianza di Alessandra Lanzoni della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.
Determinante il contributo della famiglia di albergatori romani Bettoja, tra i primi sostenitori del progetto “Arte Fuori dal Museo”, che già aveva portato la statua della Dea Roma Virtus, proveniente dal Museo Nazionale Romano, all’Hotel Mediterraneo.
La “Venere vincitrice” sarà visibile nel foyer dell’Hotel Nord Nuova Roma fino al 22 luglio 2027, trasformando un albergo nel cuore della Capitale in un luogo nel quale ospitalità e patrimonio culturale si incontrano.
Un’operazione che lancia anche un messaggio preciso: un’opera d’arte custodita nei depositi può tornare a vivere attraverso lo sguardo del pubblico. E per incontrare la bellezza, qualche volta, non è necessario varcare la porta di un museo.
Massimiliano Spinella