Vaccino, troppe dosi in poco tempo: “Paralisi immunitaria”, quale gravissimo rischio corre il nostro copro

Troppe dosi di vaccino in poco tempo potrebbero causare una “paralisi immunitaria”. A mettere in guardia sulla quarta dose sono diversi scienziati. Già tempo fa, come scrive il Fatto quotidiano, Antonio Cassone, ex direttore Malattie infettive dell’Iss, aveva dichiarato: “È notevolmente problematico accorciare i tempi dei richiami per la possibilità che la risposta immunitaria vada in cortocircuito, per eccesso di antigene in una sola dose o per ripetute e ravvicinate dosi, fino a provocare paralisi immunitaria”. E ieri 12 gennaio anche Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Ema, lo ha detto: “Non possiamo continuare con dosi di richiamo ogni 3-4 mesi. Non abbiamo ancora dati sulla quarta dose per poterci esprimere, ma ci preoccupa una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve”. 

E qualche dubbio sulle dosi ravvicinate lo ha espresso anche Sergio Abrignani, immunologo del Cts: “Non è una buona idea abbreviare troppo; se si vaccina ogni 2-3 mesi, dopo un po’ potrebbe ottenersi l’effetto contrario. Il sistema immunitario si potrebbe anergizzare“, cioè non essere più in grado di reagire a infezioni o al contatto di una sostanza inoculata. Roberto Cauda, direttore Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, ha precisato che pur trattandosi “di un’ipotesi quella di andare incontro a una ridotta o assente risposta immunitaria cellulare e/o umorale, non c’è esperienza con i vaccini a mRNA”. E Guido Forni, immunologo dell’Accademia dei Lincei, ha spiegato come “sembra corretto quanto sostiene Abrignani. La capacità protettiva dei vaccini svanisce dopo un tempo imbarazzantemente breve. Ma sappiamo bene che eccessive stimolazioni del sistema immunitario possono portare ad anergie per esaurimento della capacità del sistema immunitario di reagire efficacemente”. 

Ma attenzione, questo rischio non si correrebbe, secondo Cassone “se riuscissimo ad avere un vaccino mucosale, capace di limitare la capacità infettante del virus attraverso le IgA secretorie (ovvero le difese delle alte vie aeree che non vengono stimolate dagli attuali vaccini, ndr)”.  

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