Ue: nei soccorsi non c’è differenza tra navi Ong e altre


Nell’obbligo di salvare le vite in mare “non c’è differenza tra le navi delle Ong o le altre navi. Si tratta di un obbligo chiaro e inequivocabile a prescindere dalle circostanze”. Lo ha precisato Anitta Hipper, portavoce della Commissione Ue. Il tema migranti continua a far discutere in sede Ue. Dopo lo scontro diplomatico tra Italia e Francia, la Commissione europea lavora a un piano comune e interviene per chiarire alcuni punti del regolamento per i soccorsi in mare e gli sbarchi. Nell’obbligo di salvare le vite in mare “non c’è differenza tra le navi delle Ong o le altre navi: è un obbligo chiaro e inequivocabile, a prescindere dalle circostanze”, precisa la portavoce Anitta Hipper. E aggiunge: “Abbiamo messo sul tavolo una piattaforma di solidarietà volontaria. L’Italia ne è la prima beneficiaria, con la Francia e la Germania che hanno provveduto ai primi ricollocamenti”.Frontex: nel 2022 ingressi irregolari cresciuti del 73%
Nei primi 10 mesi di quest’anno sono stati registrati 275.500 ingressi irregolari alle frontiere esterne dell’Ue. L’aumento è del 73% rispetto al 2021, il dato più alto dal 2016. E’ quanto emerge da un report preliminare di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. “La rotta del Mediterraneo centrale ha registrato un aumento del 48% nel numero di attraversamenti irregolari rilevati nel periodo gennaio-ottobre, salendo a 79.140”. Dati che la rendono “la seconda rotta migratoria più attiva verso l’Ue” dopo quella dei Balcani occidentali, che ha registrato un livello di flussi triplicato rispetto allo scorso anno.