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Terremoti Campi Flegrei, il vulcanologo: «Potrebbero anche arrivare scosse di magnitudo 5»

Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca Ingv: «Oggi una delle sequenze più forti dall’83-’84, Serve verifica a tappeto degli edifici nel raggio di 2 km ad Agnano-Pisciarelli»

Intervista del Corriere del Mezzogiorno.

Professore Giuseppe De Natale, lei che è un vulcanologo molto esperto sulle dinamiche dei Campi Flegrei, come giudica le sequenze sismiche di oggi nell’area flegrea?«Rispondo alle sue domande a titolo personale, in base alla mia esperienza di ricerca ormai quarantennale sul bradisisma flegreo. È stato uno sciame imponente, tra i maggiori mai registrati, con ben 3 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0, 5 con magnitudo maggiore o uguale a 2.0, e magnitudo massima 3.7». È vero che queste scosse sono tra le più energetiche degli ultimi anni?«Certamente, considerando le magnitudo ed il numero di terremoti, è stata una delle sequenze più forti, forse in assoluto, anche considerando quelle dell’83-84. In termini energetici, probabilmente non la più forte, ma solo perché pochi decimi di magnitudo come è noto corrispondono ad un’energia di almeno 1 ordine di grandezza più alta: e quindi il terremoto del 27 settembre 2023, di magnitudo 4.2, da solo è stato più forte, in termini energetici, di tutta la sequenza odierna. Consideriamo però che le magnitudo-durata hanno un errore molto ampio (stimato in +/-0.3 dall’Osservatorio Vesuviano), quindi anche il terremoto di magnitudo 3.7, delle ore 09:44, potrebbe essere stato più forte. Inoltre, le magnitudo-durata con sciami così intensi (ci sono stati oggi, dalle ore 9:41 alle 10:08, 13 terremoti con magnitudo maggiore o uguale a 1.2) sono difficilmente calcolabili, perché altri terremoti arrivano in coda ai precedenti e rendono difficilissimo determinare con precisione la lunghezza totale della coda prima che raggiunga il livello del rumore di fondo».
Come mai si avvertono anche a napoli?
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Terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0 normalmente vengono avvertiti anche in alcuni quartieri di Napoli. Qui parliamo di una magnitudo 3.7, quindi nessuna meraviglia: anch’io l’ho avvertito chiaramente a casa mia, vicino alla Metro Materdei».
Molti residenti sono rimasti fuori casa hanno ragione a preoccuparsi?
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Certamente, ma solo perché purtroppo non c’è stata ancora una verifica a tappeto della vulnerabilità degli edifici. Chi sapesse di abitare in un edificio ben costruito (e non contiguo ad un edificio fatiscente) non avrebbe alcuna ragione di preoccuparsi, né tantomeno di uscire in strada. Il problema è che, in generale, quasi nessuno conosce realmente lo stato dell’edificio in cui abita».
Potrebbero verificarsi scosse ancora più forti?
«Purtroppo sì: in quest’area le magnitudo possono arrivare anche a livello di 5 o poco più (e, oltre a svariate considerazioni teoriche, ci sono le cronache storiche del periodo intorno all’eruzione del 1538 a dimostrarlo praticamente). Ricordo che un terremoto di magnitudo 5.0 ha un’energia circa 33 volte maggiore del terremoto di magnitudo 4.0 avvenuto il 2 ottobre 2023, che fece danni notevoli in via Pisciarelli. Ed il problema di questi eventi, che sono comunque di magnitudo medio-bassa, è che avvengono a 2-3 km, ossia vicinissimi alla superficie e quindi all’edificato. I terremoti appenninici, ad esempio, avvengono tipicamente tra 10 e 15 km di profondità, o anche più».

Cosa bisogna fare per mettere in sicurezza gli edifici?«Bisogna fare finalmente ciò che diciamo da molti anni, e che scrissi al Prefetto di Napoli il 18 settembre scorso rendendomi conto che ormai era divenuto urgentissimo: verificare a tappeto lo stato degli edifici in un’area di almeno un paio di km di raggio intorno alla zona di Agnano-Pisciarelli. Dopodichè, gli edifici fatiscenti andrebbero evacuati ed eventualmente consolidati. Il Decreto Legge Campi Flegrei, emanato appena dopo i forti eventi di fine settembre-inizio ottobre scorso, al primo punto stabilisce esattamente questo; anzi, indica una zona di verifiche ancora più ampia. Ma bisogna farlo presto, con la massima celerità; perché un terremoto più forte, anche molto più forte di quelli odierni, può avvenire in qualsiasi momento, anche se non è possibile sapere esattamente quando. I terremoti non si possono prevedere singolarmente, ma ormai da anni sappiamo che purtroppo l’evoluzione sarebbe stata verso terremoti sempre più forti e più frequenti, man mano che il livello del suolo fosse salito».