Scuola. Tensioni a Torino, 7 feriti

Si tratta di sei carabinieri e un funzionario di polizia. Lunedì studenti in audizione alla Camera. A Napoli gli studenti hanno imbrattato con mani sporche di vernice rossa il portone dell’ufficio scolastico

Oggi gli studenti delle superiori sono tornati a manifestare contro la scuola-lavoro, dopo la tragica morte di Giuseppe Lenoci durante uno stage, e per un esame di maturità diverso.

Erano già scesi in piazza lo scorso 28 gennaio.

In oltre 40 città sono previsti cortei e presidi. A Torino sono state occupate numerose scuole negli scorsi giorni. Alcune organizzazioni chiedono le dimissioni del Ministro dell’Istruzione Bianchi e del Ministro dell’Interno Lamorgese. Intanto lunedì prossimo gli studenti e le studentesse saranno in audizione in Commissione Cultura alla Camera.

I SINDACATI DI POLIZIA- Gli studenti devono con nettezza prendere le distanze e condannare senza alcuna indulgenza tali episodi”. Così il segretario del Silp Cgil, Daniele Tissone, commentando gli scontri durante il corteo degli studenti a Torino. “Noi poliziotti del Silp – spiega Tissone – siamo dalla parte della legalità e della tutela democratica del diritto a manifestare il dissenso ma questi episodi che colpiscono lavoratori in carne ed ossa non hanno niente a che vedere con il diritto a manifestare”. “Fermiamo nell’interesse di tutti questa spirale. È il tempo di incontrarci. La segreteria nazionale del Silp chiede alle organizzazioni degli studenti di incontrare i poliziotti – sindacalisti”, conclude.  “Quello che sta accadendo in queste ore è la miglior risposta a tutte le strumentalizzazioni delle scorse settimane contro la polizia. Immagini e video chiarissimi nella loro durezza, a guidare gli studenti in protesta ci sono, come sempre, i professionisti del disordine dei centri sociali che stanno dando l’assalto a palazzi e forze dell’ordine schierate”. A dirlo il segretario generale provinciale del Siap, Pietro Di Lorenzo, a proposito degli incidenti avvenuti a Torino alla manifestazione degli studenti. “La politica ipocrita ha voluto scaricare sulla polizia in piazza la responsabilità di quanto accaduto le settimane scorse – accusa -, e mentre contiamo i primi feriti tra le nostre fila non possiamo che chiamarla a rispondere di quanto accade nelle nostre strade.

I PROFESSORI – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione delle tante manifestazioni studentesche organizzate oggi in polemica nei confronti del PCTO, dopo la tragica morte di Giuseppe Lenoci durante uno stage, e in funzione di una rimodulazione dell’esame di maturità, “fa appello alla moderazione e al dialogo tra le parti, al fine di arrivare a soluzioni condivise ed in linea con i principi democratici e con il consegui-mento del successo formativo. Consideriamo importante in una fase così delicata per i nostri studenti ascoltare anche la com-ponente docente per avere un quadro più netto e completo della realtà scolastica. Ricordiamo a tutti che proprio gli insegnanti conoscono da vicino le problematiche e le dina-miche che si sviluppano all’interno delle singole classi, dopo cinque anni di percorso scola-stico condiviso, ed hanno le competenze per contribuire a elaborare prove e strumenti di va-lutazione atti a valorizzare le capacità degli studenti”.

Ecco come si è articolata la protesta nelle varie città:

NAPOLI

Tre studenti si sono versati addosso vernice rossa davanti alla sede regionale del Pd della Campania in via Santa Brigida a Napoli. La protesta durante il flash mob promosso da ‘Studenti autorganizzati campani’ e ‘Potere al Popolo ex opg’. Esposto uno striscione con le scritte ‘C’at accise’ (‘Ci avete ucciso’, ndr) e ‘Le vostre mani sono sporche del nostro sangue’. Gli studenti hanno gridato al megafono le ragioni dell’iniziativa facendo riferimento ai due ragazzi morti durante gli stage per l’alternanza scuola lavoro. “Siamo qui perché il Pd, autore della legge sulla ‘Buona scuola’ ha le mani sporche del sangue dei due ragazzi, Lorenzo e Giuseppe”, dicono i portavoce della iniziativa.

MILANO 

 “Non si può morire di scuola” dice uno degli striscioni posti in apertura del corteo degli studenti milanesi, in ricordo di Giuseppe e Lorenzo, morti durante l’alternanza scuola-lavoro. I liceali milanesi si sono dati appuntamento in piazza Cairoli per poi partire in corteo “contro questo modello di scuola ” come si legge su un altro striscione. Il corteo passerà per il centro di Milano per chiudersi in piazza Fontana. Prima di partire i ragazzi hanno srotolato uno striscione sulla statua al centro della piazza chiedendo di abolire l’alternanza scuola-lavoro e spiegando che “l’alternanza è solo sfruttamento”. Per la manifestazione alcune linee di tram e autobus – rende noto Atm – sono state deviate.

TORINO

Tensioni a Torino tra studenti e forze dell’ordine nei pressi della sede di Confindustria. Dopo aver lanciato uova di vernice contro la palazzina di via Vela, alcuni giovani hanno forzato il cancello di ingresso e hanno tentato di entrare negli uffici, ma sono stati respinti ed è volata qualche manganellata. Sono sette i feriti tra le forze dell’ordine durante l’assalto. Si tratta di sei carabinieri, tra cui un ufficiale, e un funzionario di polizia. Gli studenti, sono ripartiti dopo una breve assemblea davanti agli uffici del Miur di corso Vittorio. Ai ragazzi è stato impedito di raggiungere la Prefettura. Agli studenti è stata data la possibilità di mandare una delegazione davanti alla Prefettura. “O tutti o nessuno”, è stata la risposta dei loro rappresentanti, che hanno ripreso il corteo lungo via Po, ora diretto in Corso San Maurizio. Notevole il dispiegamento di forze dell’ordine, che stanno bloccando tutte le vie verso la Prefettura di Torino. Il corteo va dunque verso lo scioglimento

BARI

Anche a Bari gli studenti delle scuole superiori sono scesi in strada contro la scuola-lavoro, dopo la tragica morte di Giuseppe Lenoci e Lorenzo Parelli. In circa 200 sono sfilato per le strade del centro cittadino partendo da piazza Umberto, di fronte al palazzo Ateneo, e diretti in piazza Prefettura. Con megafoni e striscioni chiedono una scuola “più giusta e più sicura”. “Alternanza maturità repressione. La scuola ha bisogno di una rivoluzione. Bianco dimissioni. Con Lorenzo e Giuseppe nel cuore” è la scritta sullo striscione che apre il corteo. Gli studenti sollevano cartelli con le scritte “La vostra scuola uccide”, “Di scuola-lavoro non si può morire”, “La scuola uccide gli studenti”.

PALERMO

Hanno sfilato in corteo a Palermo i ragazzi degli istituti Liceo scientifico Einstein, il Benedetto Croce, l’Umberto I, il Basile di Brancaccio, il Medi, il Vittorio Emanuele III . “A gennaio la tragica morte di Lorenzo durante le ore di stage professionale in fabbrica a Udine; qualche giorno fa è morto Giuseppe, un sedicenne, anche lui durante uno stage, in un incidente stradale in provincia di Ancona. I posti di lavoro non sono sicuri; l’alternanza scuola-lavoro e i percorsi duali di formazione conducono gli studenti troppo presto in un mondo del lavoro fatto di sfruttamento, precarietà e insicurezza”, afferma una nota. “Di questa scuola che uccide e non ci ascolta non ne possiamo più. Oggi in tutta Italia gli studenti si riprendono le strade per chiedere l’abolizione dell’alternanza-scuola lavoro. La formazione si fa nelle aule, studiando, spingendo i giovani a sviluppare un approccio critico rispetto alle ingiustizie sociali, allo sfruttamento lavorativo, contro la guerra. Non si fa nei posti di lavoro, in cui diventiamo manodopera gratuita che sostituisce i lavoratori”, dice Nicoletta Sanfratello del liceo Umberto I. Gli studenti sono partiti da piazza Verdi, per raggiungere piazza indipendenza, per incontrare l’assessore regionale alla formazione, Roberto Lagalla. Per loro la “Regione dovrebbe intervenire per far arrivare le rivendicazioni degli studenti siciliani al Miur”. Infine, gli studenti si rivolgono alla Regione per “annullare un accordo tra l’ufficio scolastico regionale e l’esercito per far svolgere le ore di alternanza scuola-lavoro dentro le caserme”. “Attacchiamo pesantemente questa scelta e chiediamo che l’accordo venga eliminato”, conclude Andrea Cascino del liceo Basile.

ROMA

Lancio di uova e oggetti contro le forze dell’ordine al corte degli studenti. I ragazzi hanno deviato il percorso per andare verso l’ufficio scolastico regionale e sono avanzati verso il cordone delle forze dell’ordine: a quel punto si è verificato un lancio di uova e bottiglie verso le forze dell’ordine.Il corteo è diretto verso piazza Madonna di Loreto. “Stiamo chiedendo l’abolizione immediata dell’alternanza scuola lavoro. In meno di un mese due morti, prima Lorenzo a Udine e l’altro giorno Giuseppe. Oggi più che mai l’alternanza va abolita. È vergognoso il tentativo del governo di barcamenarsi pur di non abolirla o di cambiarle nome pur di lasciarla così”, dice in piazza Tommaso di Osa Roma, esponente del Movimento della Lupa. “In secondo luogo vogliamo il ritiro immediato di questa proposta di esame di maturità perché non tiene conto di questa profonda crisi psicologica e pedagogica stiamo vivendo. Questi due anni di pandemia sono stati durissimi per gli studenti – aggiunge Tommaso – In terzo luogo manifestiamo contro la repressione grave avvenuta sugli studenti nelle ultime settimane di mobilitazione”, sottolinea lo studente chiedendo infine “le dimissioni immediate del ministro Bianchi”.

FIRENZE

Il corteo,a cui hanno partecipato 300 studenti, è terminato verso le 12.30 in piazza D’Azeglio, dove i ragazzi hanno dato vita a un’assemblea dopo aver toccato piazza San Marco e piazza Santissima Annunziata, è transitato davanti ai licei Michelangelo e Castelnuovo in via della Colonna . Durante la manifestazione non si sono registrati incidenti o momenti di tensione: i manifestanti hanno acceso fumogeni, e qualche petardo. Qualche disagio si è riscontrato per il traffico nelle vie interessate dal corteo. Fra gli slogan scritti sugli striscioni, “Di scuola-lavoro si può morire”, “No alla scuola dei padroni”, “Ci avete tolto troppo, ci riprendiamo tutto”, e “La scuola siamo noi”.

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