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Super Tac scopre tumori invisibili

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Dopo l’ennesimo esame andato a vuoto il medico gli aveva detto: «Torni tra un mese e rifacciamo la Tac». Lui, pilota trentenne di una nota compagnia aerea, aveva sempre male e nessuno sapeva dirgli perché. Non ce l’aveva un mese di tempo: ha un tumore al rene, con metastasi al polmone e al cervello, ma finalmente è in terapia. La sua storia è simile a quella di una dirigente d’impresa di 55 anni che da mesi vomitava, soffriva di disturbi gastrici continui, però le analisi tradizionali non segnalavano nulla. E invece ha una neoplasia al pancreas, troppo piccola per essere intercettata dalla strumentazione comune. Adesso è in cura. Salvata in tempo.

Solo due esempi di come funziona la nuova «Naetom Alpha Prime», la più avanzata tecnologia oggi disponibile nel campo della diagnostica per immagini. Una «super Tac» che in un tempo compreso tra 5 e 10 secondi esegue l’esame «total body» separando le varie strutture, per esempio ossa, vasi sanguigni, tessuti, attraverso una tecnologia a conteggio di fotoni associata all’intelligenza artificiale. Fornisce immagini a risoluzione ultra-definita, che consentono una visualizzazione dettagliata delle strutture anatomiche, dagli organi e dagli apparati più complessi alle ossa più piccole, come quelle dell’orecchio medio. Prodotta dalla Siemens, in Italia ce n’è una sola, visto che costa 2,5 milioni di euro, ed è all’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, privato accreditato. È la seconda in Europa, l’altra si trova in Olanda.