CRONACA E ATTUALITÀESTERO

Iran, torturata e uccisa anche la dottoressa che curava i manifestanti

In Iran Aida Rostami, la dottoressa di 36 anni che nelle ultime settimane ha curato a Teheran i manifestanti feriti che temevano ritorsioni se si fossero rivolti al sistema sanitario ufficiale, sarebbe stata uccisa.

A rivelarlo è il sito di informazione antiregime IranWire. I medici dell’obitorio avrebbero detto ai familiari di aver visto il corpo dilaniato con i segni tipici delle torture, in uno stato che smentirebbe senza dubbio l’ipotesi dell’incidente d’auto, fornita invece dalle fonti ufficiali. Nessuno aveva più notizie di Aida Rostami dall’inizio della settimana. Poi, il cadavere della dottoressa è stato consegnato alla famiglia dalla Polizia, che ha informato i parenti che la donna fosse morta in un incidente stradale. Versione, questa, smentita però dagli anatomopatologhi, che hanno sottolineato ai familiari come il corpo della 36enne apparisse dilaniato, con i segni tipici delle torture.

Continuano da più di tre mesi le proteste del popolo iraniano contro il regime teocratico della Guida Suprema Ali Khamenei, preso di mira senza sosta dalla morte della giovane Mahsa Amini, uccisa dalla polizia morale per aver indossato male il velo.

Secondo Human RightsActivists News Agency, organizzazione che promuove la difesa dei diritti umani in Iran, finora sarebbero 488 i morti fra i manifestanti – di cui 68 bambini- mentre più di 18 mila sarebbero stati arrestati.

È stato arrestato in Iran lo scorso mercoledì l’avvocato delle giornaliste iraniane Nilufar Hamedi e Elaheh Mohammadi a loro volta agli arresti con l’accusa, tra l’altro, di propaganda contro il sistema dopo la pubblicazione di reportage e foto sulla morte di Mahsa Amini. Lo riferiscono fonti di stampa locale. Mohammadali Kamfiruzi, questo il nome del legale, prima del fermo, aveva denunciato il fatto che non potesse incontrare le sue assistite né avere accesso ai loro dossier giudiziari, puntando così il dito contro un approccio giudiziario che ha definito illegale e in violazione dei diritti basici delle due donne. L’avvocato era già stato arrestato due anni fa con l’accusa di aver «insultato il leader Ali Khamenei», condannato a due anni di prigione e a recarsi 60 volte nella città di Shiraz presso le ‘Guardie della Rivoluzionè.