“Emilia” al Teatro di Roma

Claudio Tolcachir, regista, attore, autore, protagonista della cosiddetta “onda argentina”, ritorna in Italia con un nuovo messa in scena di Emilia, un suo spettacolo già portato in Italia dalla sua compagnia Timbre 4.

La storia di Emilia, questa volta allestito con cast tutto italiano e prodotto dal Teatro di Roma, viene da lontano. Il regista racconta che l’idea è nata dall’incontro con la sua vecchia bambinaia, che gli ha ricordato tantissime cose della sua infanzia che lui aveva rimosso. Questa memoria, vissuta dalla donna come un vero e proprio atto d’amore immutabile nel tempo, ha innescato la scrittura di un testo incentrato sui legami famigliari e sull’amore, sui rapporti che divengono centro della nostra vita al di là dei legami di sangue.

Protagonista dello spettacolo è Emilia, una donna che ci parla da una dimensione altra, un luogo dove tutto pare, anche se nella sofferenza e nella difficoltà, pacificato. La forza che Emilia porta è quella dell’amore assoluto, che non esita a sacrificarsi, a mettersi a disposizione totale dell’altro, in un dono immutabile che realizza il senso della propria vita.

La vecchia tata irrompe nella quotidianità di Walter, il piccolo bambino accudito tanti anni prima e ormai divenuto uomo, in una giornata particolare: con la moglie e il figlio (figlio di sangue solo della donna) la famiglia ha appena compiuto un trasloco, e come non vivesse ancora in piena sintonia è in un momento di precarietà estrema.

Nella casa, che è un ammasso di scatoloni e vestiti, il terzetto agitato è continuamente in movimento e tutti si alternano intorno a Emilia. Walter è spinto dal desiderio disperato che quel trasloco sistemi definitivamente la sua famiglia; la donna, Carol, è assente, attratta da qualcosa e qualcuno che è fuori da quella casa; il ragazzo, invece, pieno di energia, corre da una parte all’altra per cercare di tenere insieme i cocci di una famiglia che, sotto l’apparenza d’amore e del gioco, si sta sgretolando.

Lo spettacolo, che rivela da subito una tensione impalpabile, è ricco di ironia e di suspense, di non detti e di ripetizioni che celano i silenzi. Tolcachir squarcia il velo della finzione, rompe le relazioni d’interesse, spacca la scena per osservare passione e disperazione nella famiglia. Tutto avviene sotto lo sguardo d’amore e di compassione di Emilia, che è pronta a fare l’unica cosa che sa, amare chi ha cresciuto proteggendolo ad ogni costo, con semplicità disarmante.

Emilia è interpretata da Giulia Lazzarini che regala al personaggio la pienezza e la sapienza che solo una grande attrice di teatro, una donna geniale e umile allo stesso tempo, può donare. La Lazzarini si muove padrona, e anche se il personaggio si lamenta d’essere solo una vecchietta stanca, sulla scena stupisce per la sua vitalità, la potenza e la precisione di ogni piccolo dettaglio, di ogni battuta, di ogni sfumatura.

Circondata da un cast di bravi attori come Sergio Romano, Pia Lanciotti, Josafat Vagni e Paolo Mazzarelli, Emilia viene applaudita con calore da un pubblico che dimostra di aver apprezzato e di essersi divertito. Attendiamo dunque con molto interesse il ritorno di Claudio Tolcachir che, con il suo spettacolo La omisión de la familia Coleman, aprirà a ottobre la stagione 2017-2018 del Teatro Argentina di Roma.

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