Covid, siamo alla svolta. Sileri: “lo stato d’emergenza non sarà prorogato oltre il 31 marzo”

Dopo la richiesta delle Regioni di modificare il sistema dei colori, il sottosegretario Sileri ha riferito che non serve mettervi fine, perché i contagi stanno diminuendo e l’emergenza non sarà prorogata

“Non serve mettere fine al sistema dei colori” come chiedono le Regioni, “i contagi stanno calando“. E’ quanto dichiarato dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. “L’ondata dura 40-60 giorni“, precisa Sileri che conclude con una notizia che molti attendevano: la proroga allo stato di emergenza che scade il 31 marzo “non ci sarà. Siamo dunque agli sgoccioli? Certo è che con la fine dello stato d’emergenza decadono anche tutte le normative ad esso associato, come l’uso del Green Pass sui trasporti pubblici e sui luoghi di lavoro.

E dunque ci sono anche novità in merito al sistema di colori delle regioni, le quali chiedevano modifiche decisive. ”Oggi le Regioni hanno preso una posizione forte rispetto alla situazione del Covid. Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario. E’ in corso di predisposizione un documento da inviare al Ministro Speranza”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al termine di un incontro tra i Presidenti delle Regioni italiane, tenutosi a Roma e incentrato sui temi della pandemia. ”Bisogna applicare – ha proseguito Zaia – le direttive dell’Ecdc europeo, e quindi pensare di concentrarci solo sui soggetti sintomatici rispetto alle regole da seguire e di togliere la suddivisone della Regioni in colori, naturalmente mantenendo il monitoraggio sull’andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva”.

Rispetto alle scuole bisogna fare in modo che vadano in isolamento solo i ragazzi positivi sintomatici e che gli altri restino a scuola”, ha aggiunto il Presidente del Veneto. ”Il principio generale – ha concluso Zaia – è quello della semplificazione dell’approccio prendendo atto della mutata realtà, che ci dice, ad esempio, che il contact tracing è saltato, perché con 20.000 positivi al giorno in una Regione ci sono 200.000 persone da contattare. E’ evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema”.

E l’invito a superare il sistema dei colori arriva anche da altre parti. “Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i presidenti della Regioni hanno condiviso in modo unanime“. E’ quanto dichiarato da Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, in una nota. Le Regioni chiedono di “superare definitivamente il sistema a colori delle zone di rischio assieme all’esigenza che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici rappresentano i caposaldi di un documento che sarà inviato al governo e che sarà una piattaforma imprescindibile per il futuro confronto fra l’esecutivo e le Regioni – si legge –. Va poi semplificata la sorveglianza nelle scuole. Sotto questo profilo per non interrompere continuamente l’attività didattica in presenza è opportuno tenere in isolamento solo gli studenti positivi sintomatici. Infine occorrerà rivedere la classificazione dei ricoveri Covid evitando di includere i pazienti positivi ricoverati per altre patologie”, concludono le Regioni.

Sul tema si è espresso anche Giovanni Toti: “Semplificare le regole Covid che non sono più coerenti con la situazione della pandemia. È questo che con gli altri governatori, dopo esserci incontrati stamattina a Roma, chiederemo al Governo“. Lo ha scrive in un post sulla sua pagina Facebook il Presidente della Regione Liguria e co-fondatore di Coraggio Italia, dopo il vertice tra le regioni di oggi sulla pandemia e il contenimento del covid.

Tra le richieste avanzate da Toti, che verranno inoltrate all’esecutivo, quelle di “modificare il sistema del conteggio dei malati Covid, che tiene conto anche di coloro che risultano positivi ma sono ricoverati per altre patologie” ma anche “eliminare il sistema dei colori delle Regioni, che così com’è appartiene al passato e semplificare il sistema di tracciamento nelle scuole“. “I sintomatici – secondo Toti – stanno a casa, gli altri continuano con la loro vita, specie se vaccinati”.

Vedere i finanziamenti alle Regioni, perché i costi da loro gestiti per affrontare e dare risposte alla pandemia non sono considerati nel quadro economico del Governo – sottolinea tra le richieste il governatore ligure – ripensare ai contratti della medicina del territorio inserendo sempre di più i medici di medicina generale nel contesto dello sforzo sanitario pubblico, aprire il numero chiuso delle università di medicina, che ormai è un tappo alla programmazione delle nuove assunzioni sanitarie“.

“Le Regioni ancora una volta con buonsenso sono unite sulla strada della semplificazione, l’unica percorribile per evitare che dopo il virus sia la burocrazia a bloccare i cittadini e il Paese“, conclude Toti.

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