Bergoglio in Canada: spiritismo, feticci, anticattolicesimo sincretista e istanze globaliste

Davvero ci vuole una grande capacità di autosuggestione per continuare a considerare Bergoglio il papa, soprattutto dopo l’ultimo viaggio in Canada nel quale l’arcivescovo di Buenos Aires ha inanellato una serie di iniziative e dichiarazioni letteralmente surreali. Queste trovano un’immagine plastica nel suo ritratto col copricapo piumato da pellerossa, subito divenuto icona per spiritose vignette tra cui quella con la didascalia “L’Apache sia con voi”.

La visita nel paese del sirenetto globalista Trudeau è stata un’occasione imperdibile per l’antipapa fautore della nuova religione mondiale: in primis, screditare la Chiesa cattolica chiedendo perdono per fatti di appena qualche secolo fa. 

Non sappiamo, poi se la tribù degli Irochesi, con l’occasione, abbia chiesto scusa per aver bruciato e cannibalizzato vivi gli otto Santi martiri canadesi, ma a questo punto, sono dettagli.

Altro obiettivo di Bergoglio, esaltare l’ecologismo semi-panteista della tradizione indigena. Immancabili, i soliti annessi e connessi su fratellanza universale massonica, inclusività immigrazionista per demolire le identità dei popoli, insomma, tutto l’armamentario di Davos  che ben conosciamo, aromatizzato da una bella spruzzata finale di esoterismo.

Già il logo dell’incontro canadese è tutto un programma. Come spiega Vatican News: “si tratta di un cerchio, che vuole raffigurare l’ordine naturale del ciclo della vita, ma anche il Sole, la Terra e gli insegnamenti sacri”. Ma sacri per chi? Infatti si vedono pesci, uccelli, aquile, bisonti, i simboli delle solite pappole eco-sincretiste, ma della croce di Cristo neanche l’ombra: troppo poco inclusiva.

L’ammiccamento sincretista ritorna nel tweet di Bergoglio del 24 luglio: “C’è tanto da imparare dalle #PopolazioniIndigene, dalla loro capacità di porsi in ascolto di Dio, delle persone e della natura. Ne abbiamo bisogno nella frenesia del mondo odierno che rende arduo uno sviluppo realmente umano, sostenibile e integrale”.

Ma quale Dio, quello cattolico, o Manitù, il Grande Spirito panenteistico? Meglio specificare, dato che si tratta di divinità completamente inconciliabili.

L’annichilimento dell’identità cattolica unito all’ossequio verso la tradizione indigena si configura in quest’altra dichiarazione implosiva: “Oggi non mancano colonizzazioni ideologiche che contrastano la realtà dell’esistenza, soffocano il naturale attaccamento ai valori dei popoli, tentando di sradicarne le tradizioni, la storia e i legami religiosi”.

A proposito, si potrebbe ricordare, a margine, come lui, con lo pseudo motu proprio “Traditiones custodes”, abbia abolito di fatto la messa tradizionale cattolica in latino, cioè l’unica messa a totale garanzia di cattolicità, che proviene dai tempi degli Apostoli, formalizzata da 500 anni. Quindi, grande rispetto per le piume e i totem pellerossa, ma poi si può passare con la ruspa sulle radici, le tradizioni e la storia della fede cattolica.  

Ma le contraddizioni si esprimono anche nei gesti materiali, basti pensare all’esibizione pauperistica del corteo d’ingresso al seminario di St. Joseph: Bergoglio seduto davanti nella 500 bianca alla Guccini, seguìto però da uno stuolo di almeno 26 (tanti ne abbiamo contati QUI) enormi SUV, Jeep, Van, macchine blindate della sicurezza. Ricorda il finto pauperismo del megadirettore galattico di Fantozzi il quale si muoveva in motorino, accompagnato, però, da uscieri che gli correvano al fianco sorreggendo un baldacchino per proteggerlo dalla pioggia.

C’è stato poi un momento in cui l’antipapa ha – di fatto – partecipato a un vero rito spiritista o negromantico. Uno stregone indigeno, fischiando in una canna ha così annunciato QUI al minuto 12.00 davanti a lui e ai vescovi del seguito: “Chiedo alla nonna occidentale di darci accesso al cerchio sacro degli spiriti in modo che possano essere con noi, così possiamo essere uniti e più forti insieme”. Per la religione cattolica si trattava di un’evocazione di demoni (come sempre quando ci si rivolge agli “spiriti”) e Bergoglio stava lì, con la mano col cuore, (tipico gesto massonico, peraltro) tutto compreso dalla concentrazione per il pio momento mistico.

Poi i baci: agli acchiappasogni ed altri feticci pagani, il baciamano alla leader indigena. Quasi del tutto oscurata dai media, invece, la visita con “benedizione” alla statua commissionata per la visita antipapale: si tratta di una terrificante, esoterica pseudo-Maria che scioglie i nodi. Le fotografie sono quasi introvabili e non a caso: la figura femminile ha un’espressione adirata, corrusca veramente inquietante e NON schiaccia la testa al serpente (ma lo pigia verso la coda) lasciando al rettile, in tal modo, tutta la libertà di mordere. Controllate voi stessi QUI.

Vedrete ricorrere il solito angelo maschio e angelo femmina, (gli angeli per definizione non hanno sesso!) in ottemperanza a quei caratteri esoterici dell’unione degli opposti già indagati QUI  .

L’opera è dello scultore Tim Schmalz, lo stesso autore del barcone di migranti in bronzo che, per un pezzo, è stato esposto in piazza San Pietro, oltre che di un inquietantissimo Jesus Homeless, dove Cristo viene raffigurato avvolto in una specie di sudario, sdraiato sopra una panchina.

Ma tutte queste aberrazioni non-cattoliche e anti-cattoliche non devono né stupire, né scandalizzare. Ricordiamo a tutti: Bergoglio NON è il papa e conseguentemente, in ottica di fede, NON è assistito dallo Spirito Santo perché il vero papa, Benedetto XVI, costretto a togliersi di mezzo dai poteri forti mondialisti e dalla fronda interna modernista-sincretista della Chiesa, NON HA MAI ABDICATO, ma si è ritirato in sede impedita QUI  . In tal modo, Bergoglio e i suoi si sono scismati da soli.

Se siete cattolici, non fatevi turlupinare, tagliate tutti i ponti con la falsa chiesa bergogliana, serva dei poteri mondialisti e di una spiritualità inversa rispetto al Cattolicesimo: tenete duro e rimanete in comunione col Santo Padre Benedetto XVI.

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