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Arriva in Cdm la riforma della maturità: ecco come cambia l’orale dal 2026

Stop alle scene mute. Colloquio più centrato sul percorso scolastico

Dopo gli annunci del ministro Valditara dovrebbe arrivare giovedì in Consiglio dei ministri il decreto che riforma gli esami di Maturità. A partire dal nome: non si chiameranno più esami di Stato ma esame di Maturità.

La riforma

La riforma punta anche a ridefinire la struttura complessiva dell’esame, in particolare del colloquio. La nuova formulazione della prova orale dovrebbe infatti essere pensata per valutare con maggiore attenzione l’autonomia, la consapevolezza e la capacità di argomentazione dello studente.

Orale obbligatorio

Altro punto centrale, chi si rifiuterà volontariamente di partecipare al colloquio, pur avendo completato le prove scritte – come è avvenuto in alcuni casi durante gli ultimi esami di Stato – dovrà ripetere l’anno scolastico mentre finora era possibile essere promossi, pur non sostenendo gli orali, grazie ai crediti ottenuti e alle prove scritte.

Entrata in vigore

Se saranno approvate giovedì, le novità potranno essere applicate a partire dal prossimo anno scolastico e dunque le nuove regole sono destinate ad entrare in vigore con la Maturità del 2026.