Firenze, nella sala del Pegaso la rinascita dell’Accademia neoplatonica: Leonardo, Platone e il dialogo tra Toscana e Marche

Presentati in anteprima mondiale i Codici di Madrid di Leonardo da Vinci e una nuova ricerca scientifica sull’incompiuto leonardesco. Il Premio internazionale “Leonardo – The Immortal Light” ad A2A per il Progetto Teti. Giani: «La bellezza è una responsabilità da esercitare».

FIRENZE, 8 novembre 2026 – Riportare al centro del presente il pensiero di Platone, la visione umanistica del Rinascimento e il rapporto tra arte, scienza e natura. È questo il significato dell’incontro internazionale «La Bellezza Ideale – La rinascita dell’Accademia Neoplatonica», svoltosi sabato 7 novembre nella prestigiosa Sala del Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana. Una giornata che ha riunito studiosi, istituzioni e protagonisti della ricerca internazionale, nel giorno che la tradizione rinascimentale dedicava alla memoria di Platone, richiamando il celebre convivio promosso da Lorenzo il Magnifico nella Villa Medicea di Careggi.

Ad aprire gli interventi è stata Annalisa Di Maria, studiosa internazionale di Leonardo da Vinci e del Rinascimento, che ha sottolineato come la rinascita dell’Accademia Neoplatonica non debba essere intesa come una semplice rievocazione storica, ma come una responsabilità culturale: mantenere vivo il pensiero filosofico e la ricerca, restituendo all’uomo e al suo rapporto con la natura e la bellezza, un ruolo centrale nelle sfide del futuro. Tra i momenti di maggiore rilievo, la presentazione in anteprima mondiale del facsimile integrale dei Codici di Madrid I e II di Leonardo da Vinci, realizzato dalla casa editrice spagnola cARTEm e accompagnato dal volume di studi Leonardo Svelato, scritto da Annalisa Di Maria, e curato nei partimenti scientifici da Andrea da Montefeltro.
L’intervento della storica dell’arte Lucica Bianchi la quale ha approfondito il valore della ricerca archivistica e della sinergia tra laboratorio e documentazione storica, mentre Andrea da Montefeltro biologo e scultore ha illustrato gli aspetti scientifici, simbolici e cinematici dei manoscritti leonardeschi, presentando anche una nuova pubblicazione scientifica dedicata a una delle questioni più affascinanti della vita del genio vinciano: il significato delle sue opere incompiute. Lo studio, realizzato insieme ad Annalisa Di Maria e Lucica Virginia Bianchi, propone una nuova chiave interpretativa del rapporto tra Leonardo e il potere. Attraverso l’analisi della Facetia conservata nel Codice di Madrid, gli autori indagano la possibilità che, in determinate circostanze, l’incompiuto non fosse soltanto conseguenza di perfezionismo o sperimentazione, ma potesse rappresentare anche una forma di autonomia intellettuale e di silenziosa resistenza alle imposizioni dei potenti e dei committenti. Una prospettiva che restituisce un Leonardo meno convenzionale: non soltanto genio della pittura e della scienza, ma uomo consapevole del rapporto problematico tra libertà creativa e potere. La giornata ha riservato spazio anche alla valorizzazione del patrimonio mediceo. La ricerca, pubblicata sulla piattaforma scientifica internazionale, è consultabile integralmente al seguente indirizzo: https://doi.org/10.5281/zenodo.23932185.

Margherita Tempestini ha illustrato il ruolo delle Ville Medicee e gli interventi di recupero e valorizzazione della Villa di Careggi, luogo simbolo della stagione neoplatonica fiorentina, sottolineando come questi complessi possano continuare a essere centri vivi di cultura e conoscenza. Particolarmente significativo il collegamento tra Firenze e il Montefeltro, approfondito nell’intervento del Sindaco di Piandimeleto, Pasquale Soru, e il vicesindaco Annita Lazzarini, che ha richiamato i rapporti storici tra la famiglia dei Conti Oliva e quella dei Medici, in particolare con Lorenzo il Magnifico. Un legame umanistico e culturale che rappresenta oggi una possibile base per nuove collaborazioni tra territori, istituzioni e realtà culturali. Presenti anche il Sindaco di San Leo, Leonardo Bindi capitale simbolica del Montefeltro storico.
Vittorio Gasparrini, in rappresentanza del Club per l’UNESCO di Firenze, ha richiamato l’attenzione sul valore dei siti UNESCO e sull’importanza del loro patrimonio storico, artistico e paesaggistico, sottolineando il ruolo fondamentale delle istituzioni e della società civile nella loro tutela e valorizzazione. Un impegno costante che deve tradursi in una responsabilità condivisa, affinché la bellezza e la memoria dei luoghi continuino a essere patrimonio vivo delle generazioni future. Nel corso della manifestazione è intervenuto il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha parlato del valore storico della ricorrenza e le prospettive di collaborazione tra Toscana e Marche: «Il 7 novembre non è una data qualunque. Nel Rinascimento era il giorno sacro alla memoria di Platone: a Careggi, Lorenzo il Magnifico riuniva gli umanisti attorno a un convivio ispirato ai simposi antichi, e da quella tavola nacque un’idea di uomo fondata sull’armonia tra arte, scienza e filosofia». Il presidente ha inoltre sottolineato: «Il ponte tra Toscana e Marche, dal Magnifico ai Conti Oliva, può generare nuove forme di cooperazione culturale e turistica, e come Regione guardiamo a questa prospettiva con grande interesse». Concludendo con un richiamo alla responsabilità delle istituzioni: «La Toscana ha il privilegio di essere erede di quella stagione, ma i privilegi hanno senso solo se diventano impegno: tutelare la bellezza dei nostri luoghi, sostenere la ricerca, dare spazio ai giovani e ai talenti, fare della cultura un ponte tra i territori e tra le nazioni».
La manifestazione ha avuto anche un importante momento dedicato all’innovazione tecnologica con il conferimento ad A2A del Premio internazionale «Leonardo – The Immortal Light», sezione Ingegneria, sottosezione Ricerca idraulica, per il Progetto Teti. A ritirare il riconoscimento è stato Dott. Alessio Mariotti, Head of Business Transformation del Gruppo A2A.

Il progetto utilizza un robot subacqueo per rimuovere i sedimenti accumulati nei fondali degli invasi idroelettrici senza dover svuotare i bacini. Sperimentata presso la diga di Cancano, in Valtellina, la tecnologia ha già consentito di rimuovere oltre 10.000 metri cubi di sedimenti, coniugando innovazione, tutela delle risorse idriche e salvaguardia ambientale. Il premio consegnato dall’International Committee Leonardo da Vinci, è stato rappresentato da una scultura realizzata dallo scultore Andrea da Montefeltro. Si è voluto premiare una soluzione che coniuga innovazione tecnologica, tutela della biodiversità e salvaguardia delle risorse idriche, incarnando pienamente lo spirito leonardiano di osservazione, ingegno e armonia tra tecnica e natura, con uno sguardo concreto alla sostenibilità ambientale. La presentazione dei Codici di Madrid è stata infine arricchita da un approfondimento sulle tecniche di riproduzione e lavorazione del volume, con la partecipazione di Adisa Raljevic e una dimostrazione dal vivo delle tecniche tradizionali di rilegatura a mano a cura di Sonia Pe Escorial. L’incontro ha lasciato un messaggio che va oltre la celebrazione di una grande stagione storica: la cultura può ancora essere uno strumento concreto di dialogo, cooperazione e sviluppo. Da Firenze al Montefeltro, l’eredità di Platone, Lorenzo il Magnifico e Leonardo torna così a parlare al presente, indicando nella bellezza, nella conoscenza e nella ricerca valori fondamentali per costruire il futuro.