1947: il primo avvistamento ufficiale di dischi volanti

il primo avvistamento ufficiale nel mondo di dischi volanti, avvenne il 24 giugno 1947 da un uomo d’affari americano, Kenneth Arnold, mentre pilotava il suo aereo nello stato di Washington vicino al monte Rainer. Alle 15 vide una strana squadriglia di 9 oggetti volanti che riflettevano la luce solare. Sembravano piattini da caffè con due punte…
Da quando venne diffusa sui giornali di tutto il mondo questa notizia, ci furono altri avvistamenti da persone che vedevano cose strane in cielo e che magari non avrebbero mai raccontato a nessuno se non fosse stato per il primo avvistamento.

Non fummo da meno in Italia, ed anche a Roma: era il 7 luglio 1947, e nel giornale “Secolo XIX” venne pubblicata la notizia: “Roma, 7. La stampa romana dà molto rilievo alle notizie provenienti dagli Stati Uniti relative al passaggio nel cielo americano dei ‘dischi volanti’. Articoli di specialisti prospettano varie ipotesi: che possa trattarsi di bolidi celesti del tipo delle V.2 o delle V.9, oppure dei misteriosi fenomeni connessi con le esperienze atomiche… Sembra evidente debba trattarsi di cosa seria. D’altra parte, secondo alcuni giornali romani, anche il cielo di Roma sarebbe stato attraversato ieri sera (6 luglio) alle ore 22:30 da una striscia rossa di cui l’intensità luminosa non ammette che si possa pensare a stella cadente.”

Leggendo il trafiletto vengono in mente alcune considerazioni. Ricordiamoci innanzitutto che pochissimi anni prima si è svolta l’immane catastrofe della seconda guerra mondiale, con lo strascico delle armi segrete, dei raid delle fortezze volanti, della bomba atomica americana, dei missili tedeschi, tutti portatori di morte e distruzione. Si guardava quindi al cielo con paura. L’ipotesi del bolide o meteora riguardo la descrizione sembra essere la più seria, in quanto la scia lasciata a grandi altezze, nonostante quel che viene scritto nell’articolo, avrebbe potuto riflettere i raggi del sole anche se in quel momento alla nostra latitudine non si poteva vedere.
Riguardo le armi segrete naziste, si menziona sì la V2, ma anche la V9 che non è mai esistita. Posso pensare che forse intendessero le altre definizioni, invece di V (Vergeltungswaffe, tradotto Arma di rappresaglia) magari avrebbero dovuto usare la A (Aggregat) che usavano con la numerazione da 1 a 10. La V2 era la A4 in questa serie, e la A9 doveva essere un missile balistico intercontinentale capace di colpire gli Stati Uniti se lanciato come secondo stadio del vettore A10.

Ovviamente questi missili (a parte la V2 riempita di strumentazioni scientifiche invece di una tonnellata di esplosivo, usata per i primi studi dell’alta atmosfera) non vennero usati mai e probabilmente rimasero un progetto di Wernher von Braun rimasto sulla carta. Per questo l’ipotesi fantasiosa tanto in voga in quegli anni, non può essere presa in considerazione. Anche riguardo le esperienze con atomiche, possiamo storicamente eliminarle in quanto conosciamo tutti gli esperimenti con esplosioni avvenuti nel passato. Una cosa del genere dovuta ad un’esplosione non sarebbe stata ovviamente vista solo da Roma, ma probabilmente si sottintendeva questa come spiegazione globale degli avvistamenti di strane luci e dei ‘piatti volanti’.

C’è però chiaramente il riferimento ai dischi volanti, in quei giorni sulla bocca di tutti e dai quali i giornalisti cominciarono a trarne storie e reportage che ancora oggi con molti cambiamenti, sono presenti nei nostri notiziari. Magari in seguito si cominciò a parlare di alieni, extraterrestri o marziani, ma per quei tempi molto più semplici erano velivoli segreti o effetti delle bombe atomiche o strane luminosità create da particolari condizioni meteo in un’atmosfera che aveva ancora moltissimi segreti, quindi terreno fertile per molte stravaganti ipotesi che nel dopoguerra venivano pensate e studiate dal mondo scientifico. Per i dischi volanti però il mistero ancora continua.

* Stefano Innocenti –
Cisu – Centro Italiano Studi Ufologici