Bardolino sul Lago di Garda

Dal 5 al 7 aprile sul Lago di Garda una vetrina unica del territorio scaligero, alla scoperta delle peculiarità gastronomiche ed enologiche di Verona e della sua provincia. Degustazioni, concerti, installazioni artistiche e convegni allieteranno i visitatori durante la tre giorni bardolinese

Torna a Bardolino Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly dedicato a tutti i wine lovers. Dal 5 al 7 aprile oltre 180 etichette, 35 aziende e tutte le denominazioni vinicole del territorio scaligero si metteranno in mostra nelle sale di Villa Carrara Bottagisio e negli eleganti spazi allestiti di Parco Carrara Bottagisio: Amarone, Valpolicella, Soave, Custoza, Terra dei Forti, Garda Doc, Lugana e il padrone di casa Bardolino vi aspettano nelle loro declinazioni per degustazioni libere e guidate. Accanto alle aziende e ai Consorzi del vino, la parte food sarà gestita in una elegante struttura di 100 metri quadrati, in cui si potranno assaggiare i piatti tipici della Provincia di Verona curati da chef di fama nazionale, per testare arditi abbinamenti e godere delle gioie gastronomiche tipiche del Garda e dei territori limitrofi. Il paese e i suoi romantici luoghi si coloreranno e illumineranno di viola, creando un’atmosfera di grande impatto visivo e allo stesso tempo rimarcando l’eleganza della manifestazione: «Poter in qualche modo aprire la stagione con un evento di questa portata è per noi un grande onore e un grande orgoglio – ha commentato Ivan De Beni, sindaco di Bardolino – soprattutto dopo le edizioni precedenti che hanno puntato grandi riflettori sul nostro territorio. Oggi rilanciamo con lo stesso format, ma con un aumento di punti degustazione e di cantine rappresentate, perché il nostro obiettivo è non stare mai fermi a quello che abbiamo ottenuto».

Organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino e con Veronafiere, Vinitaly and the City a Bardolino non sarà solo una vetrina della qualità, ma un appuntamento in cui questa verrà raccontata e spiegata, attraverso incontri, convegni, showcooking e degustazioni guidate dai sommelier della Fisar. Palcoscenico di questa parte della manifestazione saranno le affrescate sale della seicentesca Villa Carrara Bottagisio, affacciata direttamente sul lago, il cui primo piano verrà completamente dedicata alla cultura del vino e delle sue storie. Accanto a questa, numerose installazioni artistiche e fotografiche renderanno l’area un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato al viola e al nettare degli dei: «Saranno tre giorni in cui gli eventi si succederanno continuamente – ha spiegato Katia Lonardi, consigliere comunale con delega al turismo – in modo che il visitatore possa godere di tutti gli appuntamenti che proponiamo. Ecco perché terminato un concerto si terrà una degustazione guidata; terminata quest’ultima partirà uno showcooking; finito quello spazio di nuovo alla musica». Il tutto ovviamente accompagnato dalle 35 aziende vinicole e dai relativi consorzi che apriranno i battenti ogni giorno dalle 11 alle 23. Nutrito sarà anche il cartellone degli appuntamenti musicali, tutti ad ingresso libero: Landlord, The Blubeaters, Omar Pedrini, sono solo alcuni dei nomi che si esibiranno sul palco di Vinitaly and the City a Bardolino. Il programma completo di tutti gli appuntamenti sarà disponibile a breve all’indirizzo www.bardolinotop.it.

 

Daniele Pagliarini

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Torino incontra il Mondo: tutti gli eventi

Un giro del mondo sotto la Mole, l’occasione per visitare tanti paesi del globo e immergersi nelle culture di ognuno tra cibo, tradizioni, culture: è Torino Incontra il mondo, in partenza tra i padiglioni di Lingotto Fiere, Torino, nel weekend del 15-16-17 e 22-23 e 24 marzo.

Un evento internazionale, un giro del mondo all’insegna dell’allegria, della musica, dell’enogastronomia, delle tradizioni, delle eccellenze di alcuni dei paesi più affascinanti al mondo, un viaggio itinerante tra cultura, arte, tradizioni folklore, musica e sapori.

Nei 73.000 metri quadrati di Torino incontra il Mondo ci sarà il Festival dell’Oriente, tra mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali. India, Cina, Giappone, Thailandia, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam, Mongolia, Nepal, Rajasthan, Sri Lanka, Tibet… Insieme al Festival dell’Oriente saranno anche un focus su religioni e spiritualità e uno su Salute e benessere da Oriente a Occidente, una fiera dedicata alla salute e al benessere, ai trattamenti per il corpo e la mente, ai massaggi, alla cosmesi, alle erbe, alle tisane, al biologico, alle discipline bio-naturali, alle terapie alternative, allo yoga, al tai chi chuan e molto altro.

Non potrebbe dunque mancare il festival delle arti marziali: disciplina, energia, concentrazione, agilità, potenza e la nobile tradizione dei guerrieri orientali tra spettacolari esibizioni, imperdibili stage e stand settoriali di prodotti ed accessori. Numerosi maestri e atleti si alterneranno sul palco e nelle aree tatami per proporre al pubblico performance e seminari di Aikido, Karate, Ju Jitsu, Tai Chi Chuan e tutte le arti marziali Orientali, senza dimenticare le discipline sviluppate in Occidente.

Tornerà poi il Festival Country, insieme ad altri festival di area americana tra cui American Motor Show, That’s America, ma anche il Festival dei nativi americani e America Motor village. Il mondo celtico non mancherà con il Festival Irlandese, il Festival Scozzese e il Festival celtico. Novità, il mondo ispanico, con il Festival dell’America latina, ma anche il Festival Spagnolo e il Salsodromo, o il tango argentino.

Religioni e spiritualità porteranno a Lingotto l’Holi festival, appuntamento tipico della tradizione spirituale e religiosa induista, dedicato ai colori ed all’amore, che solitamente si celebra in primavera in quanto stagione considerata “della ritorno alla vita”. Danze, giochi, risate, canti ed entusiasmo sono la colonna portante di ogni cerimonia Holi, tanto in Oriente quanto in Occidente.

Ancora, palloncini luminosi, artisti e cibo di strada, passando per il sushi, ma anche Cupido Festival, Giochi dal mondo, Campionario di Primavera, Expomagia tra conferenze, eventi e un fitto programma in continua evoluzione. Novità dell’edizione 2019, il Festival del vento, nuovo format che si estende in una delle aree esterne del Lingotto Fiere e che sarà interamente dedicato a tutte le attività ed evoluzioni che si possono realizzare in volo e nell’aria, attraverso esposizioni e mostre di velivoli, alianti, aerei, mongolfiere, aquiloni, modellini aerei, droni e molto altro.

Il programma è ricco: si passerà dalle tipicità orientali come il Taiko e Koto giapponesi, strumenti tipici accompagnati dai tamburi, alla danza dei leoni e alle danze coreane, passando per il folklore indiano, la cerimonia del tè cinese, i balli thailandesi. E ancora, danze mongole, calligrafia cinese e vestizione del kimono, teatro vietnamita, costruzione del mandala, danza del drago e origami.

Nel modo country non mancheranno dj set e coreografie, il villaggio del vecchio west e quello del nativi, giochi per cowboys, il toro meccanico e il lazo, ma anche la fattoria didattica e gli artigiani del cuoio e del legno con il maniscalco.

Go Kart, guida sportiva, minimoto e tanto altro nel raduno di auto americane, e sempre dal mondo oltreoceano non mancheranno wrestling, mostre di auto, barber shop, fashion show e sport tra cui basket e baseball. In Irlanda non potrebbero mancare musiche tipiche e poi il lancio del ferro di cavallo e il tiro alla fune con il tipico villaggio celtico.  Cucina e danze coloreranno infine il mondo dell’America latina tra salse e capoeira, gusto e ritmo.

Torino Incontra il Mondo ha diversi orari di apertura. Il Festival dell’Oriente sarà infatti aperto dalle 10.30 alle 22.30, mentre tutti gli altri festival rispetteranno il seguente orario: venerdì 14.00-01.00; sabato 11.00-01.00; domenica 11.00-24-00.

Il biglietto intero giornaliero unico valido per l’ingresso a tutti gli eventi presenti costa 13 euro, il ridotto (bambini dai 5 ai 10 anni compiuti e accompagnatori disabili al 100%) 8 euro; omaggio per bambini fino a 5 anni e disabili al 100% con certificazione. I biglietti si acquistano alle casse agli ingressi. Si può pagare in contanti e con carte. Il biglietto vale per un solo ingresso, per motivi SIAE una volta entrati non è possibile uscire e rientrare col medesimo. L’ingresso ai cani è consentito con guinzaglio.

Yoje Dondich. La sinestesia delle forme.

Per la prima volta in Italia l’arte messicana di Yoje Dondich
Dopo Madrid, la prima tappa del “tour” italiano è Milano a Palazzo dei Giureconsulti

Dopo l’incoraggiante successo della mostra di Madrid dell’autunno scorso, arriva in Italia Yoje Dondich (Citta del Messico, 1952), figura originale nel panorama artistico messicano che, dall’inizio degli anni ’80, esplora il linguaggio pittorico sviluppando nuovi percorsi e interessanti soluzioni formali.
L’occasione per conoscerla è la mostra La sinestesia delle forme che, dall’8 marzo prossimo, è allestita nella storica sede di Palazzo Giureconsulti.
Organizzata da Must Wanted Group, ideatore del progetto espositivo che rientra in un’ampia attività di promozione e sostegno dell’arte messicana all’estero, l’esposizione, realizzata anche grazie alla collaborazione del Consulado de Mèxico en Milan, raccoglie una selezione di 14 opere che documentano il percorso di Yoje Dondich e costituiscono una sintesi della sua lunga ricerca nell’ambito dell’astrazione.
Yoje Dondich (ha studiato Psicologia, Disegno, Logoterapia e Interior Design) ha realizzato la sua formazione plastica con diversi maestri messicani e stranieri come Rolando Belfai, Isaac Stavans e Manuel Guillén. Il suo complesso vocabolario pittorico non si può orientare in un’unica direzione poiché il suo alfabeto è figurativo e astratto, surrealista e onirico. La molteplicità delle sue opere si deve per la maggior parte alla sua costante ricerca nell’esprimere i dubbi che sorgono nel mondo interiore e creativo. L’osservazione è un’azione costante ed essenziale del suo lavoro così come una delle intenzioni principali della sua arte è espandere la percezione dello spettatore verso un’esperienza sensoriale che gli permetta di scoprire altre sensazioni. Non è dunque casuale la scelta del titolo, La sinestesia della forma, nell’allusione al fenomeno sensoriale/percettivo che indica una “contaminazione” dei sensi.
Mentre i suoi inizi si caratterizzano con l’uso del disegno in opere di forte tendenza surrealista che, in seguito, ha anche materializzato in quadri a olio, negli anni Novanta il suo stile ha subito una svolta radicale verso il campo dell’astrazione. Si tratta di un insieme di opere che corrispondono a un momento di ricerca formale con la pittura, dove il colore, la linea, le forme e i tratti sono i principali protagonisti.
La mostra di Palazzo dei Giureconsulti prende il via con Ritorno, olio su tela del 1995 nel quale per la prima volta Dondich, che ha definito quest’ opera “un viaggio onirico verso l’astrazione”, ne utilizza i canoni realizzando una composizione caratterizzata da un forte dominio della linea e una misurata frequenza nell’integrazione del colore, alle quali aggiunge inoltre forme organiche. Il percorso continua con la presentazione dell’evoluzione di queste esplorazioni, con opere che includono elementi surrealisti e geometrici. Si tratta di un insieme di lavori che evidenziano l’attrazione per la linea e le infinite possibilità che incontra nella pittura, l’interesse per le forme organiche e arabesche che abitano la composizione in modo indipendente e, infine, la ricerca della volumetria partendo dalla relazione di determinate forme geometriche, aspetto quest’ultimo che risulta molto evidente nelle ricerche più recenti.
Anche il colore, imprescindibile elemento dell’arte di Dondich, subisce un’evoluzione: partendo da una posizione di sudditanza dalle forme delle prime opere astratte, nelle quali usa preferibilmente colori diafani – marroni e grigi – e li fa espandere in due o tre sfumature per tonalità, si arriva a opere come Tesoro nascosto del 2015 dove sono i colori ad aprire la strada alla geometria, la quale si organizza in base alla loro corrispondenza nonché all’intuizione dell’artista.

Le prossime tappe dell’esposizione saranno Venezia in maggio come evento collaterale della Biennale e, nel prossimo autunno, Roma.

«E la grandezza della luna troverò»: astronomia di Leonardo a Milano

Nel quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019), il Politecnico di Milano si fa promotore di una serie di iniziative (mostre, conferenze, convegni) volte a presentare gli esiti di ricerche e di studi sull’opera e sulla Milano di Leonardo.
Nella prima conferenza Rodolfo Maffeis del Politecnico di Milano parlerà dell’astronomia di Leonardo.
Negli studi di cosmologia di Leonardo da Vinci, la raffigurazione della luna subisce una trasformazione radicale, come risultato della convinzione del maestro che il nostro satellite fosse coperto d’acqua. In contrasto con il corpo celeste liscio e geometrico della tradizione tolemaica, la luna di Leonardo è una sfera irregolare e gibbosa, caratterizzata dal continuo mutamento delle condizioni di luce e del movimento delle onde. A causa dei limiti insuperabili dell’osservazione a occhio nudo, Leonardo fu indotto a ipotizzare un aspetto della luna per il tramite di idee e teorie desunte dai suoi studi di ottica. L’elusivo corpo celeste fu quindi immaginato e visualizzato attraverso un mix di osservazioni dirette, deduzioni e assunti arbitrari.
Attraverso un attento esame delle note e dei disegni leonardiani (soprattutto dai codici Leicester e Atlantico) questo intervento intende investigare come l’ottica sperimentale e l’osservazione del cielo interagirono nel generare l’immaginosa cosmologia di Leonardo“