Sony compra Bungie, la casa di Halo e Destiny: nei videogiochi altra maxi-acquisizione

Dopo l’acquisizione da capogiro da parte di Microsoft nei confronti di Activision-Blizzard per quasi , Sony passa al contrattacco e annuncia un accordo per acquisire la statunitense Bungie per 3,6 miliardi di dollari. Un’azienda che non sembra poi così casuale, visto che lo studio di sviluppo è lo stesso che ha ideato uno dei franchise più importanti di Microsoft, Halo, e che ha continuato a costruire la sua eredità grazie al brand Destiny negli ultimi anni.

Tra Microsoft, Sony e i giochi live service

Studio di sviluppo con alle spalle 30 anni di storia, Bungie verrà così incorporata nella famiglia di PlayStation Studios, consentendo inoltre a Sony Interactive Entertainment (SIE) di entrare nel mondo dei cosiddetti giochi «live service». Si tratta di quei videogiochi pensati per far giocare le persone il più a lungo possibile, offrendo a cadenza annuale o stagionale nuovi aggiornamenti, rigorosamente a pagamento, con lo scopo di coinvolgere la community di utenti.

Infatti, lo stesso Destiny 2 – sparatutto a mondo condiviso, uscito per la prima volta nel settembre 2017 – viene costantemente aggiornato dallo studio di sviluppo; non ultimo, tra pochi giorni, debutterà un nuovo DLC a pagamento del gioco, chiamato La Regina dei Sussurri. In altre parole, un modo efficace per monetizzare e mantenere coinvolti i giocatori.

Destiny diventerà un’esclusiva Sony?

All’annuncio dell’acquisizione, i numerosi fan di Destiny si sono chiesti quale sarebbe stato il futuro dell’amato franchise e se sarebbe diventato o meno un’esclusiva di Sony. A differenza di Microsoft, che sta puntando tutto sulla strategia delle esclusive, Sony appare più «generosa»: come dichiarato in un comunicato stampa, i giapponesi confermano che Bungie rimarrà uno studio semi-indipendente e multipiattaforma, con la possibilità di auto-pubblicare e raggiungere i giocatori ovunque scelgano di giocare.

L’accordo vedrà anche Bungie continuare a essere gestito dal suo attuale consiglio di amministrazione e dal suo management team, operando sostanzialmente come sussidiaria indipendente di SIE. Lo stesso CEO e Presidente di Bungie, Pete Parsons, ha dichiarato: «Continueremo a perseguire la nostra idea con una community Bungie unificata, sviluppando giochi che valorizzino la nostra community. Sia Bungie che SIE credono che i mondi di gioco siano solo l’inizio di ciò che diventerà la nostra IP».

Un affare anche per Bungie

Oltre a staccare un assegno pari a 3,6 miliardi di dollari, Bungie porta a casa anche un partner come Sony: un’occasione importante di rilancio per la stessa compagnia, soprattutto dopo un recente passato piuttosto burrascoso. Dopo aver dato vita ad Halo, il primo franchise esclusivo per la prima Xbox nel 2000, l’azienda sorprende tutti abbandonando Microsoft nel 2007 per diventare indipendente.

Tuttavia, nel 2010 annuncia un accordo con Activision per la pubblicazione della serie Destiny, rapporto che si è concluso nel gennaio del 2019 non senza problemi. L’acquisizione da parte di Sony rappresenta, dunque, per Bungie un motivo di rinascita e di una ritrovata fiducia – questo anche grazie alle consistenti possibilità offerte da un’azienda solida come Sony – per tornare in auge. Al momento, lo studio sta lavorando al mantenimento di Destiny 2, come detto, ma sembra anche che sia al lavoro su una nuova IP, di cui non si conoscono dettagli. Ora non resta che formalizzare l’acquisizione.

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