Siena, morta dopo il vaccino anti Covid: la procura chiede l’archiviazione. La famiglia si oppone

La Procura di Siena ha chiesto l’archiviazione in relazione al caso della morte di V.B, 49enne di origine valdarnese residente a San Gusmè (Castelnuovo Berardenga) che fu trovata senza vita in casa a luglio, l’indomani l’inoculazione della prima dose del vaccino anti Covid 19 ModernaValentina Magnini, il pm titolare del fascicolo aperto senza ipotesi di reato per poter procedere con gli accertamenti del caso, una volta valutata la perizia medica stilata dal professor Marco Di Paolo, medico legale incaricato dalla Procura, ha reputato di non dover procedere ulteriormente, non ravvisando con certezza e sicurezza nessi tra l’inoculazione del vaccino e il decesso della donna, che secondo l’autopsia sarebbe sopraggiunto per arresto cardiaco a seguito di trombosi. Starà ora al giudice accogliere o meno la richiesta di archiviazione, in ogni caso i consulenti della famiglia della 49enne – ben conosciuta e stimata nel Valdarno dove la sua morte è stato uno choc – sono pronti a dare battaglia (la difesa è in capo all’avvocato Fabio Cappelletti).

Non sono convinti infatti delle determinazioni del magistrato, certi di contro che dagli esami medici effettuati – che sono stati pure arricchiti dopo una prima fase – emergano chiari elementi che indicano la correlazione tra il vaccino e la improvvisa morte di V.B, la quale godeva di buona salute e non aveva patologie tali da sconsigliare la somministrazione del vaccino. A trovare il corpo senza vita della 49enne fu l’ex fidanzato, che chiamato dalla madre della donna che non aveva più notizie della figlia, entrò nella casa che condividevano – di cui aveva una vecchia chiave – e fece la drammatica scoperta. Essendo passate appena 24 ore dalla somministrazione del vaccino – eseguita in un hub vaccinale di Montevarchi – i sospetti su una potenziale correlazione furono immediati, e da qui scattò l’inchiesta.

Il medico legale incaricato dalla famiglia, il dottor Mario Valgimigli, una volta esaminata la perizia dell’autorità giudiziaria, aveva provveduto a depositare delle note a corredo degli accertamenti eseguiti, che nel segnalare la tesi della correlazione, di fatto chiedono di poter allargare lo spettro degli approfondimenti, e dunque di continuare le indagini e fare luce sul drammatico evento. Per il pubblico ministero, che ha fatto istanza di archiviare però, non ce ne sarebbe bisogno, in quanto il nesso, pur non da escludere a priori, non è provato e non è forse provabile. Pesa certo in questo caso la mancanza di una solida letteratura scientifica cui appigliarsi, e specifici precedenti che possano fare giurisprudenza. Starà al giudice prendere una decisione, che si attende certo non facile, vista la delicatezza del tema, sempre al centro di furenti polemiche da parte di no vax, negazionisti e complottisti.

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