Quanto dovremo aspettare ancora inermi per la prossima strage?

a cura di Massimiliano Spinella

Solo poche ore dopo la strage di Uvaled fermato un altro giovane con l’auto piena di munizioni.

Quanto accaduto in Texas, la strage di 19 bambini e due giovani insegnanti, riporta alla memoria quelle precedenti. Passeranno i giorni poi per l’opinione pubblica resterà solo un vago ricordo di quanto accaduto, un pensiero volerà alle povere vittime, alle famiglie, poi lentamente la vita quotidiana rimuoverà il ricordo della strage, delle grida, della morte che corre sui binari della follia. Già follia o era tutto preventivabile?

Dal punto di vista pratico sono emersi dati inquietanti, il poliziotto della sicurezza che aveva fermato Salvador Ramos insospettito dal borsone nero ma non gli ha sparato quando il ragazzo si è allontanato correndo a rifugiarsi all’interno della scuola. Oppure la ragazza con cui si scriveva da tempo su Face Time e tramite l’app Yubo e con cui giocava sull’app Plato. Salvador Ramos giorni prima le aveva riferito nei suoi messaggi di aver lanciato gatti morti contro le case, poi quel maledetto giorno le ha scritto di aver sparato a sua nonna alla testa e pochi secondi dopo che stava andando a sparare in una scuola elementare. Perchè nessuno è riuscito a fermare la strage in tempo? A questo dovranno rispondere gli inquirenti.

Noi possiamo solo cercare di capire quale viaggio ha compiuto la mente di un diciottenne per arrivare a compiere un gesto così incredibile per una mente sana. Sul suo profilo aveva pubblicato foto in cui indossava abiti femminili, nel passato era stato deriso e vittima di bullismo. Perchè colpire dei bambini inermi? In loro rivedeva i sorrisi di scherno patiti nella sua adolescenza? Le risposte andranno cercate nell’analisi della sua vita.

Intanto ci troviamo ancora una volta a chiederci perchè negli Stati Uniti sia così facile avere a disposizione legalmente un’arma, poter agire indisturbati perchè la legge consente a tutti di difendersi ma allo stesso una mente disturbata può compiere gesti estremi. L’uso delle armi è stato sempre giudicato e avvertito come un senso di protezione per gli americani ma oggi ancora una volta uno strumento di difesa ha portato lacrime e dolore nel cuore dell’America, nelle famiglie di chi oggi è un angelo e non può più sorridere accanto ai suoi cari, giocare in un parco e viversi la sua vita, perchè la follia umana le ha tarpato le ali. Notizia proprio di queste ore un altro ragazzo, forse emule del gesto di Salvador Ramos è stato fermato mentre si accingeva probabilmente a compiere un’altra strage.

L’industria delle armi americana è il business più sviluppato, in ogni famiglia probabilmente c’è un’arma, le munizioni, il desiderio di potersi difendere. Il potere delle Lobby dell’industria delle armi e la costituzione che difende il diritto all’autodeterminazione e difesa appaiono i muri incrollabili dinanzi ai quali è impossibile arrestare questa spirale. Gli Stati Uniti hanno 329 milioni di abitanti e 393 milioni di armi da fuoco. Le armi sono la prima causa di morte fra i bambini e gli adolescenti.

Ma non sarebbe più giusto vivere in un Paese dove non ci si debba difendere da soli? Tante le domande, l’America piange oggi ma questa ennesima strage non rimanga l’ennesima occasione sprecata di guardarsi dentro e di cambiare il corso degli eventi.

Chi sono le vittime

Uziyah Garcia aveva 8 anni: è stato tra i primi a essere identificato dalla famiglia. Drammaticamente depennato dalla lista dei dispersi. “Mio nipote è fra le vittime, lo ha ammazzato quel folle”, ha scritto suo zio su Facebook.  Xavier Lopez di anni ne aveva 10, è andato incontro alla morte nel tragico pomeriggio della Robb Elementary. La mamma Felicha Martinez vuole ricordarlo sorrridente, con dietro i palloncini della festa di fine anno, che mostra il suo diploma elementare di studente modello. “Era divertente, mai serio, sempre sorridente, quel sorriso che non dimenticherò mai”, ha detto la donna, con la voce rotta dal pianto, parlando del figlio con il Washington Post. “Non vedeva l’ora di andare alle scuole medie”, ha aggiunto Martinez ricordando che dopo la cerimonia ha abbracciato il figlio dicendole quanto fosse orgogliosa di lui.

Brandon, il padre di Makenna Lee Elrod, aveva avuto subito il sentore che la figlia non fosse sopravvissuta. “Non riusciamo a trovarla, stiamo già andando alle pompe funebri”, le sue parole. Un amico di famiglia, padre di una compagna di Makenna, a tarda sera ha confermato il suo tragico destino. 

Poco dopo, lo sceriffo ha annunciato che tra le vittime c’era anche Amerie Jo Garza. Due settimane fa, il 10 di maggio, aveva festeggiato il suo decimo compleanno. “Il mio piccolo tesoro ora vola lassù con gli angeli”, ha scritto su Facebook il padre Angel Garza. “Per favore non date per scontato ogni istante. Abbracciate la vostra famiglia. Dite ai vostri cari che volete loro bene. Ti amo Amerie Jo”.  La nonna della bambina ha raccontato un retroscena raccapricciante sulla morte della piccola. “Quando Ramos è entrato in classe, ha detto ai bambini: ‘Ora morirete tutti’ – rivela la donna – Amerie Jo aveva il cellulare in mano e ha cercato di chiamare il 911. Il killer non ha provato a toglierglielo, le ha semplicemente sparato, scegliendola come prima vittima”. E ancora: “La migliore amiche di Amerie Jo era seduta di fianco a lei. È stata letteralmente ricoperta di sangue”. 

Ha perso la vita anche Ellie Garcia. “Era la bimba più felice che si potesse immaginare. Mamma e papà ti amano, non dimenticarlo mai e per favore restaci vicina”, il messaggio del padre Steven. Non voleva andare a scuola, quella mattina, Eliahana ‘Elijah Cruz’ Torres. A Fox News suo nonno ha raccontato che i suoi genitori l’hanno obbligata a seguire i propri doveri. Come avrebbe fatto qualsiasi padre o madre. Come succede ogni giorni in ogni parte del mondo. Anche in quelli maledetti, purtroppo. E ancora Rogelio Torres, Navaeh Bravo, Annabelle Rodriugez. Volti e storie spezzate di un massacro che se non troverà una spiegazione, dovrà almeno aprire una riflessione sulle armi negli Stati Uniti. 

Le insegnanti

Tutti ricorderanno quella di Uvalde come la strage dei bambini, ma nella sparatoria hanno perso la vita anche due insegnanti. Ieri notte si era saputo della morte di Eva Mireles, 44 anni. Oggi è arrivata la conferma del secondo decesso: Ramos ha ucciso anche Irma Garcia, madre di quattro figli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *