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Novavax in Italia, quando arriva alle Regioni

“Per la fine di questa settimana arriverà il vaccino Novavax: poco più di un milione di dosi che saranno subito distribuite a tutte le Regioni e Province autonome e poi un altro paio di milioni di dosi nel mese di marzo. Per cui ci sarà possibilità anche di utilizzo di questo ulteriore vaccino”. È stato questo l’annuncio di oggi del commissario straordinario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, a Firenze per un sopralluogo nei locali dell’ospedale pediatrico Meyer che ospitano una tac acquistata con fondi messi a disposizione dalla struttura commissariale. 

In arrivo, dunque, il vaccino che piace agli indecisi, perché non funziona come i nuovi vaccini contro il Covid-19, utilizzando cioè la tecnica del messaggero mRna come Pzifer o Moderna. Utilizza piuttosto la tecnologia delle proteine ricombinanti, più vecchia e già usata in vaccini contro l’epatite B o il papilloma virus. In questo caso, la vaccinazione prevede un ciclo vaccinale primario di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra.

In Lazio c’è già una data che inaugura la prenotazioni per il nuovo vaccino: il 24 febbraio. Si potrà prenotare sia per la prima sia la seconda dose, prevista quest’ultima a distanza di tre

settimane. Le prenotazioni sono rivolte agli over 18. Dal 1° marzo partiranno invece le somministrazioni della quarta dose per i soggetti immunodepressi individuati dalla circolare ministeriale:

l’importante che siano trascorsi i 120 giorni dall’ultima somministrazione. 

In Europa, invece, è la Germania tra le prime a utilizzare Novavax entro la fine di questa settimana. Sono circa 1,4 milioni le dosi in arrivo.

Novavax, cos’è 

Il vaccino, in realtà, si chiama Nuvaxovid (NVX-CoV2373). Novavax è il nome della casa farmaceutica statunitense che produce vaccini per tante altre malattie: virus sinciziale, Sars e l’influenza stagionale. Questo nuovo vaccino per il Covid ha un’efficacia, secondo studi condotti in Messino, Stati Uniti e Regno unito, che si attesta intorno al 90%.

È stato approvato nella seduta della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) lo scorso 22 dicembre (per tutti coloro che hanno dai 18 anni in poi), dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) il 20 dicembre.

È un vaccino che potrebbe non dispiacere ai No Vax – o più che altro a chi non si è ancora vaccinato per paura, più che per ideologia – perché è basato su una tecnologia più vecchia e dunque iper testata che sfrutta, appunto, la tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come la pertosse, epatite B e meningocco.

Come funziona

Come qualsiasi altro vaccino, anche Novavax ha l’obiettivo di stimolare il sistema immunitario facendogli produrre una risposta contro l’aggressione di un agente esterno. È composto da frammenti proteici del virus partendo dall’immissione in un ‘baculovirus’ (virus svuotato del suo contenuto genetico) di una porzione di Dna con le informazioni utili a produrre la proteina Spike. In una fase successiva, alcune cellule vengono infettate dal virus e quando il materiale è all’interno, il baculovirus libera il materiale genetico utile alla produzione della Spike. Proteina che, dopo essere stata prodotta, viene rilasciata al di fuori delle cellule. Le nanoparticelle virali contengono fino a 14 proteine Spike, a cui si aggiunge un adiuvante che stimola il sistema immunitario. 

Un’ingegneria, quella di Novavax, completamente differente dalla tecnologia a mRna (Moderna e Pfizer), che consiste invece nell’iniezione di un frammento di Rna che serve a far produrre

soltanto la proteina Spike. Il protocollo del nuovo vaccino prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni, l’immunizzante resta stabile tra i due e gli otto gradi. Quando viene inoculato, il sistema immunitario si attiva e legge le particelle proteiche come estranee: a questo punto comincia a produrre difese naturali attivando anticorpi e linfociti T e B.

Quando arriva in Emilia Romagna

In attesa di informazioni ufficiali, la Regione Emilia Romagna si sta organizzando per partire già nei prossimi giorni con le prenotazioni e definirà nel dettaglio le modalità organizzative per le somministrazioni presso i punti vaccinali sul territorio con eventuali percorsi dedicati. Nei prossimi giorni, dunque, ci saranno ulteriori istruzioni per capire in quali modalità prenotare il nuovo vaccino e con quali tempistiche.

Novavax nelle Marche

L’assessore alla Sanità delle Marche Filippo Saltamartini suggerisce che Novavax potrebbe piacere a chi finora non si è vaccinato per paura dei nuovi preparati. “L’arrivo del nuovo vaccino Novavax (basato su proteine ricombinanti) è previsto per metà febbraio – ha detto – per le prime dosi e per coloro i quali hanno avuto dubbi sui vaccini vettoriali e a base Rna”.

Nei prossimi giorni, si saprà in che modo verrà gestito l’arrivo del nuovo vaccino e come lo si potrà ottenere.

Anche in Veneto percorsi dedicati

Lo scorso 8 febbraio, il governatore Luca Zaia diceva: “Abbiamo tante richieste, incrociamo le dita per l’arrivo di Novavax in Veneto”. In attesa di questo vaccino per convincere i più scettici a immunizzarsi contro il Covid, aveva anche annunciato l’apertura di percorsi dedicati: “Faremo anche l’accesso libero pur di recuperare vaccinazioni”. Obiettivo: circa 450.000 veneti non ancora vaccinati, in particolare i 161.000 over 50 che finora hanno deciso di non fare il vaccino contro il coronavirus.

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