Linea G, i veti della Soprintendenza scatenano la polemica: “Roma ferma per la burocrazia”

Il progetto di trasformazione della Roma-Giardinetti subisce un duro colpo dopo la conferenza dei servizi e preoccupa parte della politica romana.

Ivincoli posti dalla Soprintendenza rispetto al progetto di trasformazione della Roma-Giardinetti in tramvia hanno messo in agitazione il Campidoglio. Dopo la conferenza dei servizi, infatti, l’assessorato alla mobilità si è rimesso a lavoro per trovare una soluzione, che non si prospetta semplice. E la politica si agita.

D’Amato: “Veti sono danno per il policlinico Tor Vergata”

Il primo ad alzare la voce è Alessio D’Amato, assessore alla sanità regionale e in corsa per le primarie democratiche in vista delle amministrative del 2023. La sua preoccupazione è relativa all’utenza del policlinico di Tor Vergata, dove secondo il Campidoglio dovrebbe essere collocato il capolinea della nuova tramvia: “I possibili veti della Soprintendenza – scrive in una nota – rischiano di creare un danno per i cittadini e gli operatori che ogni giorno si recano al policlinico, un presidio importante per quel quadrante della città anche in vista di grandi eventi come il Giubileo e l’Expo. Peraltro, sull’ospedale sono previsti ulteriori investimenti per completare i livelli assistenziali di un DEA di secondo livello”.

L’opposizione: “Burocrazia e soprintendenza non blocchino sviluppo di Roma”

L’allarme si leva anche dall’assemblea capitolina, con il presidente della commissione Giubileo Dario Nanni (lista Calenda) che punta il dito contro “la burocrazia e le soprintendenze” sotto il giogo della quali Roma non può stare.”Trovo davvero singolare che la soprintendenza metta veti sul passaggio del nuovo tram vicino al Tempio di Minerva – dichiara Nanni – visto che su quel tracciato, nessuno ha mai osservato nulla o posto veti in passato. Stessa situazione per quanto riguarda la preclusione al passaggio dei tram sotto gli archi di Porta Maggiore, dove già passano oggi. Lo sviluppo sostenibile di una città sta nel preservare e tutelate il suo patrimonio monumentale ma sta anche nel realizzare infrastrutture e servizi nell’interesse della città, tanto più se si parla di trasporto pubblico e mobilità sostenibile”.

Quali erano i piani del comune

Nelle intenzioni dell’assessorato alla mobilità di Roma Capitale, la nuova linea – inclusa nel piano urbano della mobilità sostenibile appena approvato – avrebbe dovuto partire da piazza dei Cinquecento per arrivare a Tor Vergata, proseguendo per i luoghi interessati prima dal Giubileo e poi, auspicabilmente, dall’Expo, fino ad arrivare alla Banca d’Italia. In alternativa, qualora i tempi per ottenere la valutazione d’impatto ambientale si fossero dilungati troppo, l’idea era quella di sfruttare il futuro deposito di Centocelle est, già finanziato e destinato a parcheggio dei tram, per realizzare subito la tratta da lì a Tor Vergata in tempo per il 2025 e poi pensare al resto. 

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