CRONACA E ATTUALITÀESTEROITALIA

Le migliori città universitarie, a Londra il primato mondiale.

Migliori città universitarie al mondo, Milano (48°) e Roma (74°) perdono posizioni: “Troppo costose e meno accessibili per i giovani”

Nell’elenco del Best student cities 2023, stilato da Quacquarelli Symonds, l’Italia è fuori dalla top 20. Londra guarda tutti dall’alto, al primo posto, seguita da Monaco e Seul, a pari merito, e da Zurigo, terza classificata. In coda, nella top 10, Melbourne, Berlino, Tokyo, Parigi, Sidney ed Edinburgo.

Milano e Roma sono le uniche due città universitarie italiane a comparire nella classifica. Ma la distanza che le separa dalle altre è abissale. Nell’elenco del Best student cities 2023, stilato da Quacquarelli Symonds – lo stesso del ranking dei migliori atenei al mondo – la capitale economica nostrana perde due posizioni, rispetto all’anno scorso, e finisce al 48esimo posto, mentre la città eterna ne perde cinque, piombando alla 74esima posizione. Londra guarda tutti dall’alto, al primo posto, seguita da Monaco e Seul, a pari merito, e da Zurigo, terza classificata. In coda, nella top 10, Melbourne, Berlino, Tokyo, Parigi, Sidney ed Edinburgo.
Al sondaggio hanno partecipato oltre 98mila persone, tra cui ex alunni e futuri studenti: le loro opinioni hanno determinato rispettivamente l’indice voce/opinioni e l’indice di desiderabilità. Sia Milano che Roma sono diventate più costose e meno accessibili per i giovani che decidono di intraprendere un percorso formativo. Un fattore che ha determinato il posizionamento di entrambe a circa metà classifica nell’indicatore che rappresenta il loro feedback rispetto all’esperienza di studio. Il singolo risultato migliore lo ha ottenuto la metropoli lombarda nell’indicatore che ha misurato l’attività dei datori di lavoro in termini di recruitment di neo-laureati, posizionandosi al 21° posto a livello mondiale. Nonostante ciò Milano patisce l’alto costo della vita che comprende le tasse universitarie medie, le spese per un alloggio, l’indice Ipad e l’indice Big-mac (il costo dei beni di consumo è una cartina al tornasole di quanto si spenda in un posto).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *