La morte improvvisa di Roberto Wirth a Roma, il signor Hassler aveva 72 anni. Sordo, si è sempre battuto per i diritti dei non udenti

Roberto Wirth sulla terrazza panoramica dell'Hassler assieme con Andrea Antonini, chef del ristorante Imagò, una stella Michelin

nella foto Roberto Wirth sulla terrazza panoramica dell’Hassler assieme con Andrea Antonini, chef del ristorante Imagò, una stella Michelin

Domenica 5 giugno, è improvvisamente scomparso a soli 72 anni Roberto Wirth. Appartenente alla quinta generazione di una famiglia di albergatori svizzeri, Roberto Wirth, sordo profondo dalla nascita, ha sempre avuto un sogno fin da quando era bambino: gestire in assoluta autonomia un hotel e di diventare un grande albergatore.

Con la sua tenacia, tenendo sempre a mente il suo obiettivo, a Roma è riuscito a far diventare il suo Hassler un’icona dell’hotellerie a livello mondiale. L’Hassler, sopra Trinità dei Monti, è sempre stata la sua passione e la sua casa. Con il suo motto Never give up (non mollare mai), poi, è riuscito nel corso degli anni ad espandere e sviluppare l’azienda di famiglia e ad ampliare il suo portfolio: Il Palazzetto, Parco del Principe in Toscana, Borgo Bastia Creti in Umbria e Hotel Vannucci a Città della Pieve. «I miei 5 gioielli», questi erano e saranno per sempre per il Signor Wirth.

La sua educazione e le sue esperienze formative a Milano, alla Scuola alberghiera di Stresa e infine alla Cornell University sono state le basi del grande uomo e imprenditore. Brillante, attento, lungimirante non ha mai smesso di impegnarsi in prima persona sia per la sua città di Roma, dove come Presidente dell’Associazione di via Sistina-via F. Crispi si è sempre battuto per la riqualificazione e il decoro del centro storico, che per la sua Onlus CABSS.
Dal 2004 con la sua fondazione CABSS supporta i bambini sordi e sordociechi da 0 a 6 anni e le loro famiglie. Raccontando e facendo conoscere le tappe della sua vita anche attraverso la sua biografia “Il silenzio è stato il mio primo compagno di giochi” ha portato avanti il suo messaggio: «Guardare sempre avanti con determinazione e fiducia. Nella vita tutto è possibile e, con impegno, tutti possono farcela. Noi sordi possiamo fare tutto, tranne sentire». Nel 1992 ha istituito una borsa di studio Fulbright – Roberto Wirth dando la possibilità a giovani laureati sordi e udenti la possibilità di specializzarsi presso la Gallaudet University a Washington D.C., in un’area che apporti beneficio ai bambini sordi e sordociechi italiani. Gallaudet University è l’unico ateneo al mondo bilingue (American Sign Language e Inglese), accessibile anche agli studenti sordi e sordastri.

Il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Sarà, ora, il grande compito dei suo figli, Veruschka e Roberto Jr, di portare avanti con estremo orgoglio l’eredità del papà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.