“Jia Ruskaia. Danzò e piacque”. La mostra al Museo della Moda di Roma dal 16 dicembre.

articolo a cura di Massimiliano Spinella.

Sarà inaugurata a Roma il prossimo 16 dicembre la mostra “Jia Ruskaia. Danzò e piacque”.
La mostra si avvale della collaborazione della direzione Musei Statali Città di Roma, sotto l’egida di Mariastella Margozzi, con il sostegno finanziario del Ministero della Cultura, nell’ambito del Fondo Unico dello Spettacolo (Fus).

Tramontano: “Ha segnato l’Universo della danza nel ‘900”

Giuseppe Tramontano, costumista e stilista cinematografico e teatrale ha così presentato la mostra che ha curato per la Fondazione Accademia di Danza al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX: “Una donna di grande fascino, un’intellettuale che amava profondamente l’arte e la cultura, rivoluzionaria, lungimirante, modernissima. Ha usato il suo charme per ridisegnare, con successo, l’universo della danza del ‘900” Tramontano si è avvalso della passione del giovane Gianluca Bocchino, studioso, ricercatore, archivista in campo coreutico e musicale.


Simona Petrozzi: “Jia Ruskaja è stata un’imprenditrice innovativa, un esempio per tutte le donne”

L’evento si avvale anche dell’importante patrocinio di Confcommercio Imprese per l’Italia- Terziario Donna Roma, presieduto dall’intraprendente imprenditrice Simona Petrozzi che ha così commentato: ”Ho voluto fortemente che patrocinassimo la mostra per tre importanti motivi. Ho una passione per la danza e sono laureata in lingue e letteratura russa ma soprattutto perché Jia Ruskaia è stata la prima imprenditrice nel mondo della danza. Nella sua storia di danzatrice dell’ex Unione Sovietica venne in Italia, qui fondò le prime scuole di danza, il primo sindacato delle insegnanti di danza ed è stata anima fondatrice dell’Accademia Nazionale di Danza, prima e unica scuola pubblica di danza. E’ stata un’imprenditrice innovativa, un esempio per tutte le donne. Inoltre credo che l’arte e la cultura in Italia debbano essere considerate una voce importante del Pil e quindi gli imprenditori dovrebbero diventare nuovi mecenati di questi importanti eventi culturali”.

Jia Ruskaja. Biografia

Jia Ruskaja nata Evgenija Fëdorovna Borisenko, danzatrice, coreografa, insegnante e direttrice didattica russa naturalizzata italiana, nasce a Kerč il 6 gennaio 1902. Lo pseudonimo “Jia Ruskaja” (Я Руская), che significa “Io sono Russa”, fu usato per la prima volta da Anton Giulio Bragaglia.

Fuggì dalla Russia appena dopo la rivoluzione d’ottobre, in compagnia del padre, un ufficiale dell’esercito imperiale russo. Dopo gli studi di danza intrapresi in Crimea, passò alla facoltà di medicina a Ginevra. Sposò nel 1920 Evans Daniel Pole, da cui ebbe un figlio. Arrivò in Italia nel 1921, dove si unì in matrimonio con Aldo Borelli, direttore del Corriere della Sera, ottenendo poi la cittadinanza italiana nel 1935.

Iniziò il lavoro artistico con un recital di “azioni mimiche e danze”, e in seguito, al Teatro dell’Esposizione di Milano, interpretò Sumitra di Carlo Clausetti: apparve poi nel film Giuditta e Oloferne di Baldassarre Negroni. Ma non smise di danzare e negli anni ’30 aprì alcune scuole a Milano. Alla fine potrà contare su un teatro all’aperto di oltre 2000 posti. Si dedicò anche alla coreografia, creando la Danza del sacrificio, dall’Ifigenia in Aulide su musica di Ildebrando Pizzetti (1935), e Il Ratto di Persefone, su musica di Ennio Porrino (1937). Una sua scuola vinse il “lauro” d’argento alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Nel 1940 fondò la Regia Scuola di danza, riservata alle donne – inizialmente annessa all’Accademia d’arte drammatica e divenuta autonoma nel 1948 con la denominazione di Accademia Nazionale di Danza – che dirigerà sino al 1970. Si è aggiudicata nel 1962 il Premio Minerva d’Oro e nel 1965 il Premio Internazionale Isabella d’Este.

Scompare a Roma il 19 aprile 1970 e la sua tomba si trova nel Cimitero Acattolico di Testaccio.

L’ESPOSIZIONE

L’esposizione propone un inedito e affascinante racconto per abiti di scena indossati dalla stessa Jia Ruskaja, abiti nati o fatti realizzare per le sue produzioni e i suoi spettacoli. Inoltre sono esposti anche documenti unici e immagini rare, ritratti e foto spesso in bianco e nero (Carlo Ludovico Bragaglia, Ghitta Carrel), che la immortalano come regina della danza.
Un percorso emozionale, di profonda suggestione, che racconta cosa si cela dietro un abito. Tessuti, sete, chiffon accanto ad alcuni oggetti appartenuti alla stessa Ruskaja, con il suo logo, personalissimo. E ogni abito avrà il profumo che la grande danzatrice e coreografa amava indossare, Arpege di Lanvin. Una fragranza che inonderà le sale del Museo, accompagnate dalla musica, da Strauss e Liszt, tra i suoi autori preferiti, la danza di Michele Pogliani, un video con la voce dell’étoile Eleonora Abbagnato che ci guiderà alla scoperta dell’Accademia Nazionale di Danza in un collage di filmati d’epoca.

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