Il Rigassificatore davanti Piombino sarebbe un rischio troppo alto

a cura di Massimiliano Spinella

Vi ricordate a Viareggio quando in stazione è esploso un vagone cisterna contenente gpl causando 14 morti e case distrutte? immaginate che accadesse un incidente di questo tipo davanti alle coste di Piombino con del gas liquido che va gassificato. L’esplosione sarebbe addirittura quanto 30 bombe di Hiroshima secondo alcuni studiosi, Sembra che il governo italiano abbia individuato la costruzione dell’impianto rigassificatore su una struttura off-shore a 20 km da Piombino. Gli abitanti accetterebbero questo rischio?

Andare a comprare un gas che per essere trasportato dall’America all’Italia deve essere compresso, liquefatto, per poi essere portato in Italia dove debba essere decompresso e portato allo stato gassoso non ha nessun senso dal punto di vista energetico ed economico. I costi sarebbero raddoppiati, sia della liquefazione che gassificazione. Un’operazione del genere sarebbe antieconomica e pericolosissima dal punto di visto ecologico, perché in mare andrebbe scaricato per esempio l’ipoclorito di sodio, la fauna circostante morirebbe velocemente.

Potremmo però evitare questa decisione utilizzando il gas italiano. 380 miliardi di metri cubi di gas ad oggi inutilizzati e fermi sotto terra, mentre ora estraiamo solo 4 miliardi di metri cubi. Potremmo diventare autosufficienti per sempre con il gas italiano. Tutte le spese sarebbero un investimento negli anni senza inquinare. Il problema ora sembra essere solo politico.

Rischi

I rischi sono tantissimi e vanno dal trasporto al cambio di status dallo stato liquido allo stato gassoso del metano. Infatti:

  • Si dipende troppo dall’importazione estera per produrre energia;
  • Il metano è una fonta di energia inquinante e non rinnovabile;
  • Il passaggio ha comunque le sue emissioni nell’aria circostante;
  • Le navi, così come la struttura off-shore, se hanno delle perdite causano danni incalcolabili all’ambiente marino;
  • Un rigassificatore danneggia la pesca e le attività collegate al mare (turismo);
  • Si deve comunque costruire un collegamento sottomarino, che consenta il trasferimento del metano allo stato gassoso per lo stoccaggio.

Per evitare questi rischi, gli impianti hanno degli addetti dedicati alla sicurezza e le strutture vengono periodicamente sottoposte a manutenzione. In ogni caso, il rigassificatore rappresenta una strada già battuta e sono pochi i posti dove un simile impianto può insediarsi.

Prima di installare una struttura del genere (che ha i suoi costi), le autorità locali devono tener conto della volontà dei cittadini, ma anche dei negozi e dei locali vicino alle coste: una volta installato, l’impianto non si potrà spostare e i costi di smantellamento sono elevati.

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