Il mistero dell’hum, il ronzio percepito nel mondo dalla fine degli anni ’60 che nessuno sa spiegare

In italiano è conosciuto come “Brusio di Taos” dalla città del New Mexico dove è stato percepito per la prima volta, ma è un fenomeno globale che interessa il 4% della popolazione. Un rumore invalidante e prepotente la cui fonte resta sconosciuta

Un rumore costante e acuto che solo quattro persone su cento possono sentire. È l’hum: un misterioso ronzio che viene descritto come quello di un camion fermo in un parcheggio o di un motore diesel avviato, ma che non trova una spiegazione scientifica.

Le prime testimonianze attendibili del fenomeno, come riferisce il quotidiano inglese The Guardian, risalgono alla fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 nel territorio del Regno Unito. In uno studio del 2004 il geologo statunitense David Deming non è stato in grado di risalire alla fonte, urbana o meno, ma la sua è una delle pochissime ricerche scientifiche sul fenomeno.

Il Financial Times oggi riporta molte testimonianze di persone che, ossessionate dal rumore, hanno provato, senza successo, diverse strategie per liberarsene. Il fenomeno è mondiale. Le testimonianze raccolte vanno dall’Inghilterra al Canada e, in alcuni casi, raccontano di un disturbo invalidante che provoca insonnia, mal di testa e vertigini, ma che ancora non trova ricerche scientifiche per essere capito.

Le ipotesi fantasiose, ovviamente, sono le più disparate: dall’avvertimento di un disastro imminente, alla presenza di fantasmi; dalle onde che colpiscono il fondo dell’oceano a segnali radio. Le suggestioni parlano di Ufo o messaggi ultraterreni, ma l’ origine dell’hum rimane ancora sconosciuta.

Ogni volta che mi sveglio lo sento, ed è incredibilmente forte. Quando nessun altro riesce ad avvertirlo, pensi di essere diventato pazzo e ti senti abbattuto – spiega Simon Payne, 55 anni, che vive nel Cambridgeshire – Ho cercato disperatamente di fuggire da questo ronzio: sono andato da amici e ho persino cambiato casa”.

Nel 4% della popolazione disturbata da questo misterioso rumore, c’è anche l’ex docente universitario Glen MacPherson che, nel 2012, deciso a seguire le orme di David Deming, creò la “World Hum Map and Database”: una mappa interattiva che raccoglie e cataloga migliaia di testimonianze in tutto il mondo. Grazie a questi dati e al lavoro di volontari sparsi per il Globo, McPherson ha raccolto alcune ipotesi: sembrerebbe che la maggior parte delle persone che avvertono l’hum sia nelle aree urbane, il che porterebbe verso la teoria dell’inquinamento acustico ma, stando all’indagine di Deming, “molte prove suggeriscono che l’hum non sia un suono acustico: la maggior parte delle persone non lo sente”. Quindi, potrebbe trattarsi di energia elettromagnetica: il geoscienziato Deming ha ipotizzato che la sorgente potrebbe forse essere un segnale radio a frequenze molto basse, tra 3 Hz e 18 Hz, come quello usato per comunicare con i sottomarini. Ma dato che la maggior parte delle persone non può sentire i suoni con una frequenza inferiore a 20 Hz e che 19 Hz è la frequenza alla quale risuona il bulbo oculare umano, sarebbe davvero sorprendentemente se questi segnali radio potessero essere percepiti. L’idea di Deming però è quella che questi suoni potrebbero suscitare una risposta in quanto l’energia radiante interagisce con i tessuti molli del cranio e stimola il nervo uditivo.

James Lin, ricercatore dell’Università dell’Illinois, boccia questa ipotesi: l’effetto uditivo delle microonde richiede un segnale che viene pulsato e che non produce un ronzio costante.

Secondo Geoff Leventhall, uno studioso specializzato in suoni a bassa frequenza, prova a pensare ai “ventilatori su grandi edifici, compressori d’aria, motori diesel, fonti di trazione come autobus, generatori diesel-elettrici, pompe di aria o acqua”. Ma molte delle fonti acustiche citate non potrebbero giustificare le testimonianze tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70.

Il professor MacPherson ha anche ipotizzato che il suono potrebbe non essere prodotto da una fonte esterna ma da un elemento neurologico, ma questo non è stato ancora dimostrato.

L’ipotesi più gettonata, al momento, resta quella dell’ “infrasuono”, cioè il suono con frequenza di vibrazione inferiore a 20 Hz (gli stessi registrati dai sismografi per il monitoraggio dei terremoti) e si pensa che potrebbe essere percepito grazie ad alcune non specificate caratteristiche ambientali.

Dal 2012 esiste anche un sito: “thehum.info” per censire tutti i brusii in giro per il mondo, ma il mistero dell’hum resta aperto, anche perché, sebbene percepibile dall’uomo, sembrerebbe impossibile registrarlo o isolarlo con un microfono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.