Il “Canto alla Luna” di Rossato a “I Navigli”

Vittoria Coen presenta la personale Canto alla luna 25 dipinti e 15 sculture di Filippo Rossato a cura di Luca Temolo Dall’Igna Inaugurazione Giovedi 4 Maggio 2017, ore 18.30 – 21.30

Visitabile fino a sabato 13 Maggio dalle ore 15 alle ore 19.30 Circolo Culturale “I Navigli” – via De Amicis 17, 1° piano – Milano

“Immaginazione e libertà sono due note distintive dell’intenso amore che Filippo Rossato nutre per il colore e la materia, nella scultura così come nella pittura. … Nei grovigli delle opere più recenti i segni vanno e vengono, le direzioni si moltiplicano e volutamente si contraddicono senza sosta, individuate da una mano impaziente di essere dovunque, di esplorare un territorio di linee verticali, orizzontali, trasversali, rigide, morbide, di intrichi sottili, accesi da un argento che pare voler congelare la superficie. Altre volte gli addensamenti producono effetti che sembrano riconoscibili, quando il colore è più “condensato” in un effetto più materico, ma l’artista ci conduce subito altrove”. “…il colore irrompe sui fondi, occupa il territorio producendo effetti imprevisti, come di ricchissimi fondali marini. Si direbbe che esiste una sorta di prescienza, di INTUIZIONE PANICA. Strutture interne, reticoli, parabole sono in movimento ininterrotto, illuminati da una specialissima luce che riesce ad esserci nel gremito universo di segni e cromatismi spericolati. “Alla base della sua poetica é l’intuizione di una comune appartenenza al “tutto” e del legame sostanziale che unisce le più diverse forme viventi: il mondo inanimato, cielo, terra e profondità marine. E della legge vita-morte, percepiti non come inizio e fine irreversibili, ma come perenne rigenerazione della materia… Ai mille aspetti della natura si accosta con trepidazione, passione e quasi timore (lo sguardo di Pan) cercandone il mistero e l’incanto; e tentando nei suoi lavori di esprimere questa lenta e continua metamorfosi: materia che si deforma come percorsa da un improvviso soffio di vita, rocce che trasfigurano in forme viventi, figure umane che spuntano da fiori, fiori che diventano figure zoomorfe…”

 

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