CRISI UCRAINA

Guerra Ucraina, la Russia sulla centrale nucleare Zaporizhzhya: “è tutto falso, messinscena per accusarci”. L’Aiea conferma: “nessuna anomalia, sicurezza garantita”

Guerra in Ucraina, nessun problema alla centrale nucleare Zaporizhzhya: la battaglia notturna non ha provocato danni all’impianto. La conferma ufficiale dall’Aiea

centrale nucleare ucraina
Zaporizhzhya

La Russia interviene sulle notizie relative al presunto attacco militare alla centrale nucleare di Zaporizhzhya, in Ucraina. Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha detto che si tratta di una “messinscena“, spiegando che “c’è stata una gravissima provocazione creata ad arte dal regime di Kiev con l’obiettivo di accusare la Russia di causare un incidente nucleare. La Russia controlla l’area della centrale dal 28 febbraio, ma la scorsa notte nel territorio adiacente l’impianto, il regime nazionalista di Kiev ha tentato di compiere una provocazione mostruosa tramite un gruppo di sabotaggio. Tutto ciò indica un piano criminale del regime di Kiev o la completa perdita di controllo di Zelensky sulle azioni dei gruppi di sabotaggio ucraini con la partecipazione di mercenari stranieri con il proposito di cercare di accusare la Russia di creare una fonte di contaminazione radioattiva“. Konashenkov ha poi precisato che il personale della centrale “lavora come al solito e monitora i livelli di radiazione, che sono normali“.

Zaporizhzhya

La conferma che i russi non stiano mentendo è arrivata dal direttore generale dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, in una conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo gli scontri che questa notte hanno coinvolto la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya: “Non c’è stato nessun rilascio di radiazioni nell’ambiente circostante e l’integrità di reattori è stata mantenuta“. Il direttore generale dell’Aiea ha spiegato che “non è stata compromessa la sicurezza” dei sei reattori che compongono la maggiore centrale nucleare d’Europa, al momento non operativi a piena potenza. Grossi ha assicurato di essere “in contatto permanente” sia con il personale ucraino di Zaporizhzhya e del sito dismesso di Chernobyl che con le autorità russe che hanno preso il controllo delle aree. “Un proiettile non identificato ha colpito un edificio dedicato all’addestramento e si è sviluppato un incendio localizzato che è stato spento dai pompieri“, ha spiegato Grossi, aggiungendo che “i sistemi di sicurezza di tutti i reattori non sono stati per nulla interessati, non c’è stata fuoriuscita di materiale radioattivo e i nostri sistemi di monitoraggio delle radiazioni sono pienamente in funzione“.

Da un punto di vista strettamente strategico, infine, ci si domanda che senso avrebbe da parte dei russi provocare un disastro nucleare al confine con la Russia, con la Crimea e con il Donbas reclamati come territori russi, e nell’Ucraina a cui Putin tiene così tanto: le conseguenze di un eventuale disastro sarebbero molto più gravi sulla Russia, al punto che la centrale di Zaporizhzhya è più vicina a Mosca che a qualsiasi altra grande città dell’Europa occidentale e della NATO.

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