CRISI UCRAINACRONACA E ATTUALITÀ

Guerra nucleare, Papa Francesco al Colosseo: «Minaccia reale»

«Oggi si sta verificando quello che si temeva e che mai avremmo voluto ascoltare: che cioè l’uso delle armi atomiche, che colpevolmente dopo Hiroshima e Nagasaki si è continuato a produrre e sperimentare, viene ora apertamente minacciato»

Al Colosseo si prega, si invoca la pace e si teme che la guerra in Ucraina possa precipitare, allargarsi e diventare un conflitto atomico. «Il grido della pace viene spesso zittito, oltre che dalla retorica bellica, anche dall’indifferenza» dice Papa Francesco nel discorso conclusivo del summit inter religioso organizzato in questi giorni a Roma da Sant’Egidio con decine di esponenti di tutte le fedi, ortodossi di Mosca compresi. Al Colosseo si parla della guerra in generale e il Papa non menziona esplicitamente l’aggressione russa, tuttavia è chiaro il riferimento di un passaggio del testo che ha preparato per l’occasione.

La minaccia nucleare
«Oggi, in effetti, si sta verificando quello che si temeva e che mai avremmo voluto ascoltare: che cioè l’uso delle armi atomiche, che colpevolmente dopo Hiroshima e Nagasaki si è continuato a produrre e sperimentare, viene ora apertamente minacciato». Papa Francesco parla di un orizzonte molto cupo per tutti. «In questo scenario oscuro, dove purtroppo i disegni dei potenti della terra non danno affidamento alle giuste aspirazioni dei popoli, non muta, per nostra salvezza, il disegno di Dio, che è un progetto di pace e non di sventura».La preghiera
E poi aggiunge: «Quest’anno la nostra preghiera è diventata un “grido”, perché oggi la pace è gravemente violata, ferita, calpestata: e questo in Europa, cioè nel continente che nel secolo scorso ha vissuto le tragedie delle due guerre mondiali. Purtroppo, da allora, le guerre non hanno mai smesso di insanguinare e impoverire la terra, ma il momento che stiamo vivendo è particolarmente drammatico».I riferimenti alla Guerra Fredda
Sono diversi i riferimenti alla Guerra Fredda, un conflitto che non si pensava non esistesse più da 36 anni. Marco Impagliazzo, presidente dei Sant’Egidio mette in evidenza che le fedi riescono a fare molto, il loro ruolo è quello di cambiare la narrazione della storia, contribuire a modificare lo sguardo e i cuori delle persone. «La nostra preghiera ha cambiato narrazioni che sembravano inattaccabili, ha modificato scenari solidi come una cortina di ferro. Se le religioni ascoltano il grido di pace e uniscono la loro preghiera, la loro capacità creativa, anche questa guerra mondiale a pezzi può essere fermata».