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Green pass ai senza dimora, arriva un vademecum

Un vademecum per consentire ai senza fissa dimora di vaccinarsi, ma soprattutto di ottenere il Green pass, è stato approvato dalla Struttura commissariale per l’emergenza. La difficoltà burocratica da superare è che spesso queste persone non sono in possesso di documenti di riconoscimento. A sollecitare la questione è stata la la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fio.Psd onlus) dopo alcune segnalazioni in merito alla difficoltà o all’impossibilità per le persone senza fissa dimora vaccinate di ottenere il Green pass necessario ad esempio per muoversi con i mezzi pubblici ed accedere nei locali.© Fornito da Avvenire

La Federazione si è messa in contatto con il ministero della Salute e la struttura commissariale per l’emergenza di Figliuolo che hanno fornito le risposte e le indicazioni da inoltrare alle strutture interessate sottolineando che è «diritto di chiunque, italiano o straniero, presente stabilmente sul territorio italiano, di presentarsi ai centri vaccinali e ottenere il vaccino (I, II e III dose) anche in assenza di carta di identità o altro documento di riconoscimento, tessera sanitaria e/o codice fiscale». Il vademecum prevede che al momento della vaccinazione vengano chieste alla persona senza fissa dimora nome cognome e i dati che si ricorda o può dimostrare e, in assenza di codice fiscale, verrà creato un codice identificativo univoco (codice Stp-Straniero temporaneamente presente o un sostitutivo del codice fiscale, emesso in modalità «light» ai soli fini del rilascio Green Pass) che dovrà essere utilizzato per la registrazione della somministrazione nell’anagrafe vaccinale regionale o nella trasmissione della stessa alla Struttura commissariale.

Viene inoltre chiesto un numero di cellulare o una mail ai quali inviare la notifica per scaricare il Green pass: per questo, è opportuno che le persone più fragili siano accompagnate, in caso contrario deve essere inserito il recapito della struttura che ospita il senza fissa dimora o di una persona di riferimento. Dopo aver somministrato il vaccino, alla persona viene rilasciato il certificato di avvenuta vaccinazione che riporta il codice del lotto e il codice identificativo univoco (codice fiscale Light o codice Stp).

Infine è necessario che il Sistema sanitario regionale individui un referente che compili ed invii alla Struttura commissariale il file con i dati anagrafici delle persone con codice fiscale light o codice Stp per la successiva validazione da parte del ministero dell’Economia. La Federazione italiana organismi per le persone senza dimora si è messa a disposizione per fornire il file, i contatti mail e il cellulare dei responsabili della Struttura commissariale.

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