Giudizio Universale Show a Roma

Il titolo promette un’esperienza vivida, intensa, in cui la tecnologia è al servizio dell’arte e ne amplifica le emozioni: Giudizio universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel (Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina), uno spettacolo realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani e ideato da Marco Balich, direttore artistico, tra le figure di riferimento a livello mondiale nella produzione di grandi eventi dal vivo e cerimonie olimpiche.

«I Musei Vaticani», ha spiegato il direttore Barbara Jatta, «si sono sempre mossi tra tradizione e innovazione verso nuove forme di comunicazione, senza trascurare ricerca, restauro e attività didattica». La performance, che debutterà il 15 marzo all’Auditorium della Conciliazione di Roma, si preannuncia come un evento di forte impatto. Finora sono state 35 mila le prenotazioni dall’Italia e dall’estero e 15 mila studenti hanno già acquistato il biglietto a prezzo scontato. E pensare che è proprio grazie a loro, ai giovani, che Balich ha concepito quest’idea: «Ho quattro figli e ogni volta che cerco di portarli al museo sbuffano, allora ho deciso di rispondergli a tono e fargli vedere quanto un’opera d’arte fosse più efficace di qualsiasi altro Spiderman o Batman in circolazione!». L’immersività delle proiezioni porta lo spettatore a essere protagonista dell’evento, che ha una durata complessiva di 60 minuti e mira a rimanere un appuntamento fisso della capitale. Il pubblico potrà scegliere di assistere allo show in lingua italiana o inglese, in entrambe le versioni la voce di Michelangelo sarà di Pierfrancesco Favino.

La Cappella Sistina, voluta da papa Sisto IV, da cui prende il nome, e poi affrescata da Michelangelo fra il 1536 e il 1541 con il Giudizio universale, è il fulcro dello spettacolo che nasce dalla contaminazione di tanti linguaggi e forme artistiche, come spiega lo stesso Balich: «Non è un musical, ma ci sono delle musiche bellissime con il tema principale composto da Sting; non è un balletto, ma i ballerini sono coordinati da un coreografo famosissimo e bravissimo; non è uno spettacolo di prosa, ma Favino recita in modo sublime». La co-regia è di Lulu Helbek, già direttore creativo di importanti produzioni della Balich Worldwide Shows come Mother of the Nation, realizzato ad Abu Dhabi nel 2016; la supervisione teatrale è invece stata affidata a Gabriele Vacis, figura di riferimento nel panorama artistico europeo.

Al tema originale composto da Sting si aggiungono le musiche di John Metcalfe, celebrità della scena poprock contemporanea e arrangiatore e produttore di artisti come U2, Morrissey, Blur e Coldplay. Le scenografie dello spettacolo non si limitano a riprodurre la Cappella Sistina, ma portano davanti agli occhi del pubblico scene differenti ispirate dalle prospettive originali del Cinquecento: «Abbiamo ricostruito l’elezione di un Papa e un volo sopra la Roma del 1508», spiega Balich. «Lo spettacolo è stato realizzato con la collaborazione dei più grandi disegnatori di videogiochi al mondo».

Del team creativo internazionale che contribuisce alla realizzazione dello show fanno parte anche: Luke Halls, videodesigner per Rihanna, Elton John e la Royal Opera House di Londra, Bruno Poet, light designer di innumerevoli opere teatrali in tutto il mondo, da Oslo a Broadway, e Fotis Nikolaou, storico danzatore di Dimitris Papaioannou e coreografo delle cerimonie delle Olimpiadi di Atene.

Giudizio universale fa parte dell’innovativo progetto “Artainment@School”. La visione dello spettacolo è propedeutica a un percorso didattico con il proprio docente e a una rielaborazione in classe strutturata in tre fasi: una teorica, una esperienziale e una pratica. Nato dalla collaborazione tra Marco Balich con la Fondazione Bracco e d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, il progetto è attivo da quest’anno e permette agli studenti, di età compresa tra gli 8 e i 19 anni, di conoscere le meraviglie della Cappella Sistina: «Corro sempre da un capo all’altro del mondo per celebrare popoli distanti e stavolta volevo fare qualcosa per il mio Paese. Si dice che la pace, la cultura, la bellezza e l’arte salveranno il mondo e se i ragazzi sbirciano il telefonino, anche quando vanno al cinema, la mia sfida personale è riuscire a farli assistere a un’ora di spettacolo senza che questo accada».

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