ETIOPIA, BOMBARDAMENTI SU CAMPI PROFUGHI NEL TIGRAY

Si contano al momento 56 vittime e numerosi feriti.

Le testate Bbc e Reuters, informate da agenzie umanitarie attive in Africa, hanno riportato un attacco aereo su un campo profughi nel nord dell’Etiopia, precisamente a Dedebit, nel Tigray. I motivi alla base del gesto non sarebbero noti e il bilancio stimato sarebbe di 56 morti. Numerosi anche i feriti, tra cui si conterebbero diversi bambini. A tal proposito, sono state diffuse sul web immagini di pazienti curati presso il Shire Shul General hospital di Dedebit e in alcuni istituti scolastici, a testimonianza dell’entità dell’attacco.

Il bombardamento è tra i più pesanti degli ultimi tempi; a prendere di mira il campo profughi sarebbe stata l’aviazione di Addis Abeba, che è solita fare uso di droni – spesso turchi – per arrecare danno ai miliziani del Tigray. Di qui l’apparente inutilità, evidenziata da più parti, della tregua indetta dal premier Abiy Ahmed.

Ma non finisce qui, perché un altro attacco, stavolta ai danni del campo di profughi di Mai Aini, sempre nel Tigray, è stato denunciato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi. Sotto i colpi sferrati avrebbero perso la vita, in questo caso, due bambini e un adulto. L’Etiopia del nord si trova, ad oggi, da un lato presa di mira dal governo e dall’altro esclusa dagli aiuti internazionali; una situazione penosa, che costringe la popolazione a vivere in condizioni che violano la dignità umana.

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