Elezioni 2023 rinviate causa guerra. Nuove conferme, dietro le quinte dicono..

Ecco cosa di muove dietro le smentite di prammatica.

Elezioni 2023 rinviate causa guerra. Manovra anticipata a giugno-luglio, poi due scenari in base all’andamento della guerra Russia-Ucraina


Scontate. Doverose. Nella giornata di ieri Affaritaliani.it ha raccolto le smentite di Pd, Lega, Italia Viva, Fratelli d’Italia e LeU all’ipotesi, clamorosa, avanzata sempre da Affaritaliani.it di un possibile rinvio delle prossime elezioni politiche nel caso in cui ci fosse un’ulteriore escalation militare della guerra tra Russia e Ucraina e un peggioramento della situazione economica a causa del possibile stop di Mosca al gas all’Italia, come già accaduto con Polonia e Bulgaria. E’ evidente che la politica, maggioranza e opposizione, ufficialmente assicuri che le elezioni politiche si terranno regolarmente, al termine della scadenza naturale della legislatura, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del 2023.

Ma Affaritaliani.it conferma che l’ipotesi di posticipare il voto per il prossimo Parlamento esiste e viene discussa, dietro le quinte, tra deputati e senatori di diversi gruppi politici. Fonti qualificate parlano di un possibile slittamento delle elezioni politiche di tre o quattro mesi, in sostanza da fine inverno a maggio-giugno del prossimo anno, sempre nel caso in cui il conflitto in Europa non fosse ancora terminato e la situazione economica fosse particolarmente grave, legata soprattutto al caro-energia che inevitabilmente avrebbe conseguente più pesanti durante la stagione invernale.

Quello che sembra certo, sempre secondo fonti di maggioranza, è l’intenzione di Mario Draghi di anticipare la Legge di Bilancio per il 2023 a giugno-luglio, in modo tale che venga approvata dal Parlamento prima della pausa di agosto (ma senza la riforma delle pensioni). Probabile anche uno scostamento di bilancio la cui entità dipenderà dalla situazione economica e geopolitica. A quel punto, con la manovra già fatta, si aprirebbero due possibili strade, due scenari diametralmente opposti. Il primo, in caso di distensione tra Mosca e Kiev e di de-escalation in Europa, prevede lo scioglimento delle Camera a fine estate (pensione garantita anche per i parlamentari con una sola legislatura) e le elezioni a fine ottobre (come Affaritaliani.it ha scritto per primo, tesi poi ribadita anche da Luigi Bisignani).Il secondo scenario, ovvero quello in caso di peggioramento del fronte bellico, con allargamento del conflitto ed esplosione del caro-energia/bollette, è proprio quello che al momento prevede uno slittamento delle elezioni politiche fino a maggio/giugno del prossimo anno, in modo da superare l’inverno, lasciando a Palazzo Chigi Draghi alla guida del governo di unità nazionale. Poi? Si vedrà, anche perché se sono vere le informazioni dell’intelligence americana e britannica, che parlano di 18 mesi di durata della guerra, all’inizio dell’estate 2023 dovrebbe essere la fine del conflitto. Ipotesi e scenari, naturalmente smentiti a microfono acceso, ma che vengono discussi a microfono spento.

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