Crisi del turismo a Roma, non si salva nessuno: anche il Majestic conferma i 47 licenziamenti  

Mancato accordo sulla procedura di licenziamento dell’hotel di via Veneto, i sindacati: “Crisi pandemia è alibi per non tutelare lavoratori”

La crisi del turismo a Roma non risparmia nessuno. Contemporaneamente alla fumata nera arrivata dal tavolo delle trattative per la vertenza dello Sheraton Roma Hotel & Conference Center che, chiuso dal marzo del 2020 e in piena “improrogabile” ristrutturazione, ha deciso di mettere alla porta tutti i 164 suoi dipendenti, anche il Majestic ha confermato 47 licenziamenti. 

Il Majestic conferma 47 licenziamenti

La proprietà dell’hotel di via Veneto ha giustificato l’apertura della procedura parlando di “gravissima situazione finanziaria” dovuta a due anni consecutivi di pandemia con un calo del fatturato registrato al 90,4%. Ma tra i corridoi deserti del Majestic la voce è quella di una vendita della struttura con i compratori non interessati al “fardello “ del personale. Il Majestic, proprio come lo Sheraton, dunque riaprirà ma senza i suoi lavoratori storici. “Due trattative surreali” – commentano i sindacati al termine degli incontri su Sheraton e Majestic che si sono conclusi senza gli accordi sperati. 

Sheraton e Majestic, nessun accordo: si va avanti con i licenziamenti

“Nonostante gli strumenti conservativi messi a disposizione dalla Regione, e quelli ulteriori previsti dalla riforma degli ammortizzatori sociali, che avrebbero permesso allo Sheraton di arrivare alla riapertura a seguito della ristrutturazione edilizia senza licenziare, nessuna ipotesi è stata realmente valutata. La volontà della proprietà è stata licenziare e non per governare la ristrutturazione. E’ stata una scelta orientata semplicemente alla sostituzione dei propri dipendenti. Stesso copione per Majestic: nessuna soluzione è stata davvero presa in considerazione. Una brutta pagina per il settore, tenuto anche conto del ruolo giocato da Federalberghi, l’associazione di categoria che rappresenta tutte le 4 strutture (Sheraton, Majestic, Cicerone e Ambasciatori Palace ndr.) che attualmente licenziano o intendono licenziare con queste modalità” – hanno scritto in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.  

La crisi degli hotel di Roma: ad aprile tavolo con il governo

Chiusura negativa dunque per la fase amministrativa delle procedure. In entrambi i casi sia la proprietà dello Sheraton che del Majestic non hanno nemmeno acconsentito a prolungare i tempi di due settimane, per attendere il tavolo convocato dal Ministero del Lavoro e da quello del Turismo proprio sulla crisi romana. Incontro programmato per il 5 aprile. “Si è rotto un equilibrio, ieri. Perché non solo la scelta delle aziende e dell’associazione di categoria era predeterminata, ma è stato persino impedito al tavolo di utilizzare le soluzioni possibili”. I sindacati parlano di “strappo”.

Turismo, sindacati sul piede di guerra: “Battaglia continua”

“Sfruttando la crisi pandemica si è deciso di non tutelare i dipendenti di una struttura che nel 2023 riaprirà, lo Sheraton, e di un’altra che con molte probabilità ripartirà, ma con un’altra veste, il Majestic. In entrambi i casi – concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs – l’obiettivo era fare tabula rasa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Continueremo la battaglia – annunciano – in tribunale e in tutte le sedi opportune”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.