Consigliera comunale si collega da casa perché ha una figlia neonata: in tre abbandonano l’aula

“Sono amareggiata perché ancora nel 2022 in Sicilia una donna non può permettersi di fare politica se è anche madre” dice la consigliera comunale di Villafrati Rossana Nicastro, 40 anni, mentre tiene in braccio la sua bambina di sette mesi. Racconta ciò che è successo lunedì sera durante la seduta del consiglio comunale quando tre consiglieri si sono alzati in piedi dopo averla vista collegata in videoconferenza e hanno abbandonato la sala sostenendo che non c’era una valida motivazione al suo essere rimasta in casa con la figlia.

“Sono in maternità e avevo chiesto al presidente del consiglio comunale Filippo Giannobile di poter partecipare alla seduta insmart working perché si votava il bilancio e ci tenevo a esprimere il mio voto – osserva Nicastro – Tra l’altro una quindicina di giorni fa abbiamo approvato un regolamento secondo cui un consigliere che non può essere fisicamente presente per seri motivi può optare per la videoconferenza ed è il presidente del consiglio comunale ad approvare o meno la richiesta”.
In questo caso il permesso è stato accordato sia alla Nicastro che a un altro consigliere che si trova a casa con il Covid, motivazioni giudicate “inappropriate” dai tre consiglieri che hanno abbandonato l’aula per protesta. “È un gesto che fa molto male – rimarca Rossana Nicastro – ed è un dovere parlarne anche per tutte quelle mamme che non hanno pari opportunità. Donne e madri che si trovano a fare iconti con situazioni spiacevoli come questa”.

Fa ancora più male in una regione, la Sicilia, dove una donna su tre abbandona il lavoro dopo la nascita del primo figlio. “Allatto la bambina e ho difficoltà a presenziare per ore ma ero comunque lì – aggiunge la consigliera – Ero presente ad ascoltare ed ero pronta a dare il mio voto, pur in modalità online. Che male c’è se la tecnologia oggi lo consente? Mi sento ferita, sono consigliera da nove anni e mai ho saltato una seduta, diventare madre non può essere un deficit. Mi hanno fatta sentire in difetto”.
A darle sostegno il sindaco di Villafrati Franco Agnello. “I consiglieri del gruppo “Rinascita Villafratese” Alessandro Ribaudo, Giuseppe Di Dato e Salvina Fucarino – attacca il primo cittadino – hanno mostrato totale indifferenza alla condizione di positività al Covid di un consigliere e cosa ancora più grave nei confronti dell’atto più amorevole e naturale qual è l’allattamento della propria figlia, un valore aggiunto all’esercizio del ruolo istituzionale di donna e mamma impegnata nella politica, nel sociale e nella famiglia. Con il loro gesto hanno dimostrato che proprio quella condizione di donna e di mamma diventasse per lei una discriminante nell’esercizio della sua funzione di consigliera comunale”.

Il sindaco Agnello prende le distanze da un atteggiamento che considera “inammissibile così come il messaggio che ne consegue perché viene da una parte delle istituzioni il cui ruolo dovrebbe essere quello di mettere in pratica comportamenti che favoriscano la reale parità di genere, pari opportunità e più in generale del rispetto della persona e del principio di democrazia. Prendiamo le distanze – conclude il sindaco – da tale atteggiamento auspicando che rimanga un atto isolato e che fatti simili in futuro non si ripetano più nella comunità Villafratese”.

Replicano i tre consiglieri di Rinascita Villafratese: “Riteniamo che il tentativo maldestro della consigliera di voler strumentalizzare la nostra scelta rispetto alla sua esigenza personale, addirittura ponendola con una tematica, seria, delicata e importante quale quella delle pari opportunità o mettendo in dubbio il senso di responsabilità del gruppo consiliare di Rinascita sia davvero poco cortese non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista istituzionale”.

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