Batosta su milioni di anziani: l’Ema boccia il farmaco anti-Alzheimer

Arriva la batosta per milioni di anziani. E’ un no preannunciato. Era nell’aria già nelle scorse settimane, lo aveva lasciato intendere l’azienda stessa. Ora il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ufficializza il parere negativo sull’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco anti-Alzheimer aducanumab.

Il medicinale non ha avuto un percorso facile. Dopo tanti anni di ricerca alle spalle, è finito sotto i riflettori a giugno scorso quando è stato approvato dall’Agenzia del farmaco americana Fda, diventando di fatto la prima terapia specifica per la patologia. La notizia venne accolta con entusiasmo, anche perché c’è tanta attesa da parte di famiglie e pazienti che sperano nell’arrivo di approcci che possano imprimere una svolta alla lotta alla malattia.

Aducanumab è un anticorpo monoclonale che si lega a una sostanza chiamata beta-amiloide, che forma placche nel cervello delle persone colpite dalla malattia che ruba i ricordi. Facendo questo, il farmaco dovrebbe aiutare a rimuovere le placche e ritardare il peggioramento della malattia.

L’Ema, nel comunicare l’esito dell’ultima riunione Chmp in cui è stato esaminato anche il “capitolo” del farmaco anti-Alzheimer, puntualizza che la società che ha richiesto l’autorizzazione, cioè Biogen, «può chiedere un riesame entro 15 giorni dal ricevimento del parere».

Quali i motivi che hanno portato all’attuale raccomandazione negativa? L’Agenzia europea per i medicinali ha osservato che, «sebbene Aduhelm* riduca la beta-amiloide nel cervello, il legame tra questo effetto e il miglioramento clinico non è stato stabilito. I risultati degli studi principali sono stati contrastanti e non hanno mostrato nel complesso che Aduhelm fosse efficace nel trattamento di adulti con malattia di Alzheimer in fase iniziale».

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