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Argentina e Polonia agli ottavi. Avanti anche Francia e Australia

L’Arabia (ma anche la Tunisia) e l’orgoglio. Non resta che quello, dopo la grande delusione. Ma non è poco. Perché i tunisini sono riusciti nell’impresa di battere la Francia, hanno sperato fino all’ultimo in un pareggio fra Australia e Danimarca, ma tornano a casa con una vittoria celebrata in uno stadio pieno grazie ai tantissimi tunisini presenti e anche in ogni angolo d’Europa dove è arrivata l’emigrazione: nella Tunisia ci sono 10 giocatori nati in Francia che hanno scelto la squadra delle loro radici, a decidere la partita è Khazri del Montpellier, nato e cresciuto in Corsica, con diverse esperienze nelle giovanili francesi fino all’Under 21. Per cercare di rimediare al gol arrivato a inizio ripresa dopo un bello slalom del 10 tunisino, Deschamps inserisce Mbappé, Dembelé, Griezmann e Rabiot, ma senza grossi risultati: al 98’ Grizou segna, l’arbitro però annulla per fuorigioco con la partita ormai terminata. La Francia affronterà agli ottavi la Polonia, passata per la migliore differenza reti rispetto al Messico.

La squadra del Tata Martino in avvio di secondo tempo si sbarazza in cinque minuti dell’Arabia Saudita con i gol di Martin e Chavez, ma non basta: già in svantaggio rispetto ai polacchi per avere ricevuto più cartellini gialli, la squadra centroamericana subisce il gol della condanna definitiva al 95’. Anche per gli arabi allenati dal francese Renard è un brusco risveglio dopo la clamorosa vittoria all’esordio sull’Argentina. La doppia sconfitta con polacchi e messicani ridimensiona l’impresa, ma arrivare a giocarsela fino in fondo in un girone così complicato è un segnale di crescita. E il talento Al Dawsari chiude con il terzo gol del suo Mondiale. Non resta che il Marocco di Hakimi e Zyech, che a sua volta è la squadra con più nati all’estero (ben 14) per incanalare l’orgoglio dei paesi di lingua araba, tra i quali ha deluso veramente solo il Qatar, che da organizzatore ha battuto sul campo tutti i primati negativi. I marocchini erano tra i più accreditati anche fra le africane e facendo almeno un punto oggi contro il Canada sono sicuri del passaggio agli ottavi dopo aver battuto il Belgio. Per aver cambiato c.t. solo due mesi e mezzo prima del Mondiale (Regragui al posto di Halilhodzic) non c’è male.

L’Argentina di Messi per una notte se la prende Alexis Mac Allister, centrocampista di gamba e temperamento del Brighton di De Zerbi, formidabile negli inserimenti. L’ultimo, al primo minuto del secondo tempo, rompe l’incantesimo nello stadio che porta il nome del numero dei container che lo compongono, 974. Mac, 24 anni la vigilia di Natale, è il bello di una squadra tornata a far paura. L’apatico Leo sbaglia il rigore, stregato da Szczesny, novello Tomaszewski, il suo gregario trascina la Seleccion sino a un comodo ottavo di finale, da prima del girone, sabato contro l’Australia. E con lui si mette in evidenza Julian Alvarez, 21 anni, centravanti del City, preferito a Lautaro Martinez e puntuale quando è il momento di chiudere il conto e scacciare i patemi: 2-0 e un popolo in festa. La grande paura è passata.

Più di così il c.t. Scaloni non potrebbe chiedere considerando che l’avventura in Qatar era partita con una rumorosa e dolorosa sconfitta contro l’Arabia Saudita. Anche con il Messico la sua squadra non aveva incantato, vincendo grazie soprattutto alla forza d’animo. Ora le prospettive si sono ribaltate. La Scaloneta è in piena crescita, padrona del campo dall’inizio alla fine, lesta e leggera nei movimenti. Un uragano che si abbatte sulla Polonia, prima di questa partita ancora con la porta immacolata. Szczesny riesce almeno a limitare la furia sudamericana. Lo juventino è il migliore in campo. Oltre al rigore, il secondo consecutivo in Qatar, uno ogni tre in carriera, si contano tre parate nel primo tempo e almeno altre due nella ripresa. Un portento. È grazie alle sue prodezze se la Polonia resta in corsa, qualificandosi come seconda, grazie alla differenza reti. Il capolavoro è il rigore, molto più che generoso assegnato da Makkelie, uno degli arbitri più esperti, per un contatto lieve proprio tra il portiere e Leo, ma anche una paratona di istinto su Alvarez.

Una notte per cuori forti. L’Argentina torna a ruggire. Messi stecca, ma c’è la squadra. Scaloni cambia regista per la testa volta, promuovendo Fernandez, battezzato Enzo nel nome di Francescoli e soprannominato El Musico per come dirige il gioco. Un portento anche stavolta. Mac Allister, oltre al gol, un diagonale imprendibile, ha l’occasione per raddoppiare. Alvarez spinge verso la panchina Lautaro Martinez, che entra nel finale e sbaglia una facile occasione. Ora tocca al c.t. recuperarlo perché è lui il centravanti titolare e c’è bisogno dei suoi gol e della sua esperienza. Così se per una volta Messi si prende una vacanza, nervoso, tanto non dare la mano a Lewandowski dopo aver subito un fallo, nessuno si incupisce. Leo si gode lo spettacolo dei gregari e dei giovani, anche la ritrovata vena di Di Maria.

La Polonia aspetta la fine della partita del Messico per festeggiare, graziata dal gol dell’Arabia e anche da un salvataggio di testa nel recupero di Kiwior dello Spezia. Anche se si sarebbe qualificata comunque grazie al fair play, cioè per il minor numero di cartellini gialli. A Zielinski e compagni toccherà però un compito assai difficile, domenica contro la Francia.

Ore 22:15 – La classifica del Girone C: ecco perché passa la Polonia

Questa la classifica finale del Girone C, che qualifica l’Argentina come prima nel girone e Polonia come seconda: la Nazionale di Lewandowski passa per migliore differenza reti.
1. Argentina 6 punti (dif. reti: +3)
2. Polonia 4 punti (dif. reti: 0)
3. Messico 4 punti (dif. reti: -1)
4. Arabia Saudita 3 punti (dif. reti: -2)